Calcio minervinese

Top Player Minervino ancora a secco di punti contro la prima in classifica

Si può guardare con una certa fiducia al prosieguo del torneo nella consapevolezza che se la squadra è riuscita a tener testa ai blasonati odierni avversari

Calcio
Minervino lunedì 28 ottobre 2019
di La Redazione
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Calcio © n.c.

Ancora a secco l’ASD Top Player Minervino che al cospetto di un avversario, il Bisceglie, accreditato del primo posto in classifica con tanto di bottino pieno, ha patito tra le mura amiche una sconfitta che visto come la gara si è articolata, ha il sapore amaro della beffa.

Il risultato oltremisura bugiardo, sia per quanto si è visto in campo che nel fattore numerico (0 a 3), non rende giustizia alla prestazione fornita dall’undici minervinese (falcidiato da ben sei assenze), capace di sciorinare nell’arco dell’intera contesa pregevoli trame di gioco sottolineate dal caloroso apprezzamento dei sostenitori presenti sulle gradinate. Questo a considerazione del non trascurabile particolare che gli ospiti, seppur con i galloni dei primi della classe, hanno portato a casa l’intera posta avendo confezionato una “mezza” conclusione nello “specchio” “top”.

Ne deriva che il contributo più copioso all’esito finale della gara è rivenuto da sfavorevoli episodi che, purtroppo, hanno visto bersaglio i minervinesi: al 4’ minuto quando su un innocuo traversone dalla metà campo l’estremo top non era proprio irreprensibile nell’uscita dando così la possibilità all’avanti biscegliese di ribadire in rete da due passi; al 29’ quando il mediocre direttore di gara pensava bene di invertire un fallo in area dei padroni di casa assegnando, tra lo stupore di chi era in campo e di quanti sulle gradinate, un inimmaginabile calcio di rigore al Bisceglie (trasformato) e al 69’ quando convalidava una rete ignorando un fuorigioco di “chilometri”! Troppa grazia per gli ospiti che…ringraziavano! Per il resto un monologo degli uomini di mister Orecchia (da oggi al timone della squadra in seguito alle dimissioni – per motivi di lavoro – di Michele Tursi).

Però, pur nell’immancabile, giustificato sconforto, si può guardare con una certa fiducia al prosieguo del torneo nella consapevolezza che se la squadra è riuscita a tener testa ai blasonati odierni avversari è segno che ha le carte in regola per potersela giocare con chicchessia.


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