Minervino Murge: “Le elezioni vanno annullate”

​In data 30 giugno 1909 la Camera approvò l’annullamento delle elezione e dichiarò vacante il collegio di Minervino Murge.

Dott. Antonio Franco Pillole di storia minervinese
Minervino - venerdì 10 giugno 2022
Cartolina di Minervino 1911
Cartolina di Minervino 1911 © Nc

Il 7 marzo 1909 si procedeva all’elezione del deputato parlamentare per il collegio elettorale di Minervino Murge.

​Due sono i candidati: da una parte Raffaele Cotugno (nato a Ruvo di Puglia il 21.02.1860 ed ivi deceduto il 21.08.1937) seguace di Giovanni Bovio e di Matteo Renato Imbriani; dall’altra Antonio Jatta (nato a Ruvo di Puglia il 25.06.1852 e lì deceduto il 04.08.1912), figlio del famoso archeologo Giovanni Jatta.

​Nella prima e nella terza sezione elettorale di Canosa vennero commesse delle illegalità e perciò la Camera dei deputati il 30 giugno 1909 annulla le elezioni nel collegio di Minervino e indìce nuove elezioni per il 25 luglio 1909. Ma, purtroppo, quel giorno non si presentarono all’adunanza dei presidenti di seggio i presidenti delle tre sezioni di Canosa e quelli delle cinque sezioni di Ruvo; i processi verbali delle sezioni vennero spediti direttamente alla Camera, il cui Presidente si rifiutò di procedere alle operazioni che spettavano all’adunanza dei presidenti.

​Nonostante questo, i presidenti dei seggi che erano presenti, insieme ad alcuni scrutatori, procedettero alla nomina di un altro presidente dell’adunanza e proseguirono le operazioni elettorali, proclamando così eletto l’on. Raffaele Cotugno.

​La Giunta delle elezioni, presso il Parlamento, non tenendo conto della illegale proclamazione, nominò una Commissione, composta dagli onorevoli Guarracino relatore, Libertini e Vicini, perché richiamate le schede riferisse in proposito.

​La Commissione accertò che il risultato della votazione era la seguente: elettori iscritti 5312; votanti 4663; Raffaele Cotugno voti 2408; Antonio Jatta voti 2050.

​Il 20 dicembre 1909 la Giunta proclamò eletto il Cotugno ma, nello stesso tempo, dichiarò che l’elezione doveva essere contestata per i numerosi reclami a lei pervenuti.

​Il 18 febbraio 1910 i contestatori fecero emergere che l’elezione di Cotugno era viziata per i seguenti motivi:

1. a Minervino Murge si erano riscontrati atti intimidatori ed episodi di violenze;

2. nella prima sezione di Minervino mancava la lista di identificazione, e, al suo posto, era stata trasmessa al pretore la nota di riscontro;

3. in questa nota di riscontro apparivano come votanti 43 elettori, cioè meno di quelli indicati nel verbale;

4. nella prima e nella terza sezione elettorale di Minervino risultavano come votanti elettori che invece non avevano preso parte alla votazione;

5. e, sempre in queste sezioni, avevano addirittura proceduto alla sostituzione delle schede;

6. a Spinazzola, poi, erano state macchiate ed annullate le schede recanti il nome di Antonio Jatta ed inoltre si trovarono tre schede in più rispetto al numero dei votanti;

7. infine, tanto a Minervino che a Spinazzola nelle sezioni elettorali erano state esercitate violenze ed intimidazioni nei confronti degli elettori favorevoli allo Jatta.

Ma non basta! A Ruvo di Puglia, nella quinta sezione, attribuirono in blocco tutti i voti all’on. Jatta, nonostante ilCotugno ne avesse riportati 122; invece a Canosa il municipio rifiutò di rilasciare i certificati agli elettori dell’on. Cotugno e si tentò pure di manipolare le schede di due sezioni.

​In seguito a questi fatti, la Giunta decise di nominare un apposito Comitato per accertarne o meno la sussistenza. I componenti del Comitato avrebbero dovuto essere gli stessi della Commissione, ma poi Guarracino e Vicini furono sostituiti dagli onorevoli Battaglieri e Angiolini, i quali fecero l’inchiesta nei giorni 2 e 3 giugno 1910.

​In seguito all’audizione di molti testimoni emerse che:

a) a Minervino i sostenitori di Cotugno sorvegliarono e bloccarono molte abitazioni, e perciò alcuni elettori dovettero uscire di casa clandestinamente, attraversando i ballatori delle case vicine, per sottrarsi alle violenze;

b) vi furono intimidazioni e violenze che impedirono la libera manifestazione della volontà popolare e, successivamente, il controllo delle operazioni di voto e di scrutinio;

c) un elettore, che intendeva votare per Jatta, rimase talmente impressionato dalle lettere minatorie che gli erano giunte e perciò preferì fingersi inabilitato alla mano destra e si fece scrivere la scheda per l’altro candidato in modo da rendere notorio il suo voto; invece un altro elettore scrisse sulla scheda elettorale il nome di Jatta, ma essendo stato scoperto si fece dare un’altra scheda e votò Cotugno;

d) alcuni sostenitori di Cotugno entrarono in una casa privata dove si trovava a letto un elettore infermo e “lo convinsero” a scrivere il nome di Cotugno sulla scheda;

e) furono sostituite schede recanti il nome di Jatta con altre in favore di Cotugno; 

f) durante le operazioni elettorali furono prelevate delle schede in favore di Jatta, affidate ad un individuo e bruciate in un albergo; la circostanza fu confidata dallo stesso individuo a dei suoi conoscenti, asserendo però che, siccome analfabeta, non sapeva cosa ci fosse scritto ma sicuramente di tratta di schede elettorali;

g) infine, il Comitato dovette far luce anche su un funzionario di pubblica sicurezza, in servizio a Minervino, contro cui erano state rivolte delle accuse di sopraffazioni nei confronti dei sostenitori di Cotugno, e di favoritismi per quelli di Jatta. Anzi, addirittura il funzionario era stato visto intrattenersi a pranzo nel caffè della stazione di Barletta proprio con un parente dello Jatta. Il fatto appena descritto però risultò infondato e “le accuse generiche parvero il portato naturale della violenta lotta che da tempo agita Minervino Murge e che era ardentissima nel giorno della votazione e in quelli che immediatamente lo precedettero”.

“In conseguenza pertanto dei fatti suesposti, e della spiegazione più minuta che di esse ha data la viva voca dei testimoni, il Comitato inquirente ad unanimità ha deliberato di proporre l’annullamento della elezione di Minervino Murge.

​Nello esprimere pertanto il voto che la futura elezione del collegio di Minervino svolgendosi in condizioni di minore eccitamento dia a quella cospicua regione Pugliese la pacificazione degli animi dalla quale pel buon volere di quelle forti ed operose popolazioni derivi la sua properità[sic!], la vostra Giunta, a grande maggioranza, ha l’onore di proporre alla Camera l’annullamento della elezione di Minervino Murge. Battaglieri, relatore”.

​In data 30 giugno 1909 la Camera approvò l’annullamento di tale elezione e dichiarò vacante il collegio di Minervino Murge.

​Di quanto accaduto fu fatta una canzone in dialetto minervinese.​    

 

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