Maria Maddalena, una figura gnostica per narrare la spiritualità del futuro

Il film ha fatto arrabbiare i cattolici di Avvenire che hanno voluto vedere non solo la svalutazione del Cristo e della Madonna ma anche la contrapposizione tra la religione del cuore e l’istituzione della Chiesa

Giacinto Lombardi Arte e Pensieri
Minervino - venerdì 28 febbraio 2020
Maria Maddalena
Maria Maddalena © n.c.

.Un Gesù un po’ bruttino, incolto, invecchiato, silenzioso e dolente, una Maddalena bellissima nel suo volto innocente ispirato e sereno, a cui verrebbe di attribuire le più alte litanie della Vergine Maria, annunciano forse una nuova religione o una fase nuova del Cristianesimo?

Potrebbe essere questo il messaggio nascosto che il regista australiano Garth Davis e le sceneggiatrici Helen Edmunson e Philippa Goslett hanno voluto consegnare a questo film dove la Maddalena supera in grandezza sia il Messia che la madre di Cristo, figura povera e malridotta al confronto con Maria di Magdala.

La vicenda è quella di una donna che, dopo una drammatica crisi esistenziale, scopre la sua vocazione: seguire Gesù, essere da lui battezzata e rinascere a nuova vita. Battezza, sostiene gli apostoli, richiama altre donne e le battezza, segue Pietro e lo affronta, cura i malati, conforta i moribondi, aiuta la partoriente, possiede il dono della cura. Parla con Maria, la madre di Gesù, che lucidamente l’avverte: tu ami mio figlio, devi prepararti a perderlo, come me. Io lo amavo ma lui non è stato mai veramente mio. Assiste sconvolta alla passione di Cristo, si guardano, lui dalla croce con occhi tristi e compassionevoli lei ai suoi piedi piangente, senza parlare, ne segue il feretro verso la tomba, lo ritrova per prima dopo la resurrezione, annuncia agli apostoli l’assoluta spiritualità del Regno di Dio, scontrandosi con un riottoso Pietro che aspetta il Regno terra piuttosto che nel cuore. Lei rompe con loro e annuncia la sua missione: “Non voglio restare sempre in silenzio, mi ascolteranno”.

Il film, girato in parte sulla nostra Murgia tra Matera, Altamura e Gravina e in parte in Spagna, segna un punto di arrivo di una importante letteratura sul recupero dell’immagine di Maddalena infangata da papa Gregorio che confondendola con altre Marie, la definì prostituta. Forse non fu nemmeno la sposa di Gesù, come vorrebbe Dan Brown, la madre del figlio del Redentore che diede origine al sangue reale da cui nacquero le grandi dinastie europee: I Bormone, gli Asburgo e i Romanov, come vorrebbe Katleen McGowan autrice del Vangelo di Maria Maddalena, fu invece casta e predicò la buona novella dopo l’ascensione di Cristo insieme agli altri apostoli, secondo la versione del film anche se questa nuova fase della vita di Maria di Magdala non viene raccontata ma soltanto annunciata.

Della sua predicazione tuttavia poco o nulla sappiamo, vi è però un vangelo gnostico del 2° secolo attribuito a lei basato forse su uno scritto precedente. Vi si leggono cose plausibili e altre oscure, di difficile interpretazione come oscuro è il linguaggio degli gnostici perché la verità non deve essere annunciata a tutti ma solo a chi è in grado di comprenderla.

Vi si leggono frasi come: Il Salvatore rispose: “Non vi è alcun peccato. Siete voi, invece, che fate il peccato allorché compite azioni che sono della stessa natura dell’adulterio, che è detto il peccato. Per questo motivo il bene venne in mezzo a voi, nell’ essenza di ogni natura per restituirla alla sua radice. E proseguì dicendo: “Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda”.

Dimostrando in questa frase che non esiste una guerra metafisica tra il bene e il male, come diranno i manichei, ma il male lo commettono gli uomini e la sua origine e nel desiderio sessuale, nell’incapacità di legarsi a una sola persona per l’intera vita.

L’adulterio, il desiderio del sesso in quanto tale e senza regole, irrompe nella vita dell’uomo distruggendo ogni regola e dando vita a tutti gli altri vizi ma l’uomo non si salva da solo, per questo Lui è sceso in terra, per riportare l’uomo alla sua purezza originale inficiata dal peccato. Vi è scritto ancora: “La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da qualcosa che è contro natura. Ne venne allora un disordine in tutto il corpo” (...) Il Figlio dell’uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trova.

“Andate, dunque, e predicate il Vangelo del Regno. Non ho emanato alcun precetto all’infuori di quello che vi ho stabilito. Né vi ho dato alcuna legge come un legislatore, affinché non avvenga che siate da essa costretti”

Qui si ribadisce che il Regno è nelle coscienze non nell’esteriorità e che quindi bastano poche regole (non uccidere, non rubare, non dire false testimonianze, non commettere adulterio) perché ciò che conta è lo spirito “Io vi darò un cuore di carne” era scritto nel libro di Ezechiele e Sant’Agostino dirà “Ama et fac quod vis” ( ama e fa’ ciò che vuoi) ma vi è anche la visione negativa della materia tipica degli gnostici, il conflitto tra anima e corpo che è prigione dell’anima e da cui l’anima tende a liberarsi.

Di più difficile interpretazione invece è il passo: “L’anima disse: Perché mi giudichi, mentre io non ho giudicato? Io sono stata presa, sebbene io non abbia preso. Non sono stata riconosciuta. Ma io ho riconosciuto che il tutto è stato disciolto, sia le cose di natura terrestre sia le celesti”. Dopo che l’anima ebbe lasciato dietro di sé la terza potenza, salì in alto e vide la quarta potenza. Essa aveva sette forme. La prima è l’oscurità; la seconda è la bramosia; la terza è l’ignoranza; la quarta è l’emozione della morte; la quinta è il regno della carne; la sesta è la stolta saggezza della carne; la settima è la sapienza stizzosa. Queste sono le sette potenze dell’ira. Esse domandarono all’anima: “Da dove vieni, assassina degli uomini? Dove sei incamminata, superatrice degli spazi?”.

L’anima rispose e disse: “Ciò che mi lega è stato ucciso, ciò che mi circonda è stato messo da parte, la mia bramosia è annientata e la mia ignoranza è morta. In un mondo sono stata sciolta da un mondo, in un typos da un typos superiore, dalla catena dell’oblio, che è passeggera. D’ora in poi io raggiungerò, in silenzio, il riposo del tempo, del momento, dell’Eone” Il riferimento all’Eone, probabilmente il Cristo, è di chiara origine gnostica, vi si legge il dualismo tra anima e corpo, il forte sentimento del male, il rifiuto della realtà così com’è, il rifiuto dell’uomo così com’è schiavo delle illusioni e dei bisogni materiali, vi si legge la visione di un altro mondo fortemente spirituale libero dalle catene della materia e del desiderio.

Di più non si comprende. Era Maria di Magdala una filosofa gnostica? Sapeva leggere e scrivere? Aveva la comprensione di queste parole? Non lo sappiamo, qualcuno in seguito ha voluto eleggere lei per annunciare il nuovo mondo, il mondo dello spirito o, come dirà Gioacchino da Fiore, l’era dello Spirito Santo, l’era della libertà possibile ma solo per i puri di cuore.

Il film ha fatto arrabbiare i cattolici di Avvenire che hanno voluto vedere non solo la svalutazione del Cristo e della Madonna ma anche la contrapposizione tra la religione del cuore e l’istituzione della Chiesa, ma forse questa contrapposizione non c’è, il messaggio è che la Chiesa ha senso solo in funzione dell’elevazione dello spirito, ogni altra opera se non ottiene un cuore nuovo non serve a niente.

Il messaggio al tempo del mee too è fortemente indicativo: non importa se Weinstein abbia veramente costretto quelle donne a rapporti sessuali oppure loro hanno accettato volutamente per interesse, ciò che si condanna è l’atteggiamento, l’impudicizia del cuore. Tuttavia anche quelle donne che scambiano favori sessuali con altri favori sono riprovevoli agli occhi della Maddalena.

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