Psicotrappole: ciò che in un primo tempo sembra una soluzione, col tempo diventa una galera per la mente.

​Psicotrappole è un libretto di facile fruizione in cui Giorgio Nardone concentra i più comuni vizi della mente umana che l’uomo si costruisce da sé e ne diviene vittima nel tentativo disperato di difendersi dall’angoscia

Giacinto Lombardi Arte e Pensieri
Minervino - mercoledì 10 aprile 2019
Gabbia di vetro
Gabbia di vetro © n.c.

Psicotrappole è un libretto di facile fruizione in cui Giorgio Nardone concentra i più comuni vizi della mente umana che l’uomo si costruisce da sé e ne diviene vittima nel tentativo disperato di difendersi dall’angoscia.

L’autore ne rileva 27 raggruppate in 3 gruppi fondamentali: psicotrappole del pensare, dell’azione e combinazioni patologiche, le più pericolose.

Nelle trappole del pensare si annoverano autoinganni e illusioni come 1.L’inganno delle aspettative, 2.L’llusione della conoscenza definitiva, 3.Il mito del ragionamento perfetto, 4.Lo sento quindi è, 5.Pensa positivo, 6.Coerenza a ogni costo, 7.Sopravvalutazione e sottovalutazione.

Come si vede, sono i tipici inganni della mente e del disperato tentativo della ragione di avere il controllo su tutto, di pensare che tutto sia conoscibile e quindi prevedibile e controllabile, da cui la pretesa che tutto debba andare liscio e senza sorprese mentre la legge dell’entropia ci dice che ogni organizzazione tende al disordine e alla distruzione.

Sembra infatti che il vizio delle società mature e della decadenza sia prporpio l’inganno dell’intelletto che pensa di risolvere tutto con l’analisi e l’attività intellettuale, non saranno però gli stoici e degli epicurei che vogliono controllare il desiderio per non soffrire a impedire che Atene finisse sotto il domino di Alessandro, né saranno gli slanci della religione laica di Plotino o la denuncia dei vizi di Roma operata da S. Agostino a impedire l’arrivo dei barbari. Altresì risulteranno sterili le analisi di Guicciardini e Machiavelli che, per quanto corrette e consapevoli di ciò che stava accadendo alla Bella Italia, non potranno impedire che la Penisola più ricca d’Europa, ma più debole militarmente, fosse invasa dagli eserciti stranieri.

In quanto all’oggi, fase di grave stagnazione per l’Occidente ma forse non ancora di decadenza e tuttavia preludio di un possibile peggiorare della situazione, razionalismo, facili schematizzazioni del comportamento umano, sopravvalutazione di alcuni fenomeni di violenza in uno dei paesi più sicuri del mondo, sottovalutazione della persistente crisi economica che tradisce la sfiducia del popolo nell’impresa e nello stato e conseguenti scelte sbagliate come l’assistenzialismo invece del lavoro, l’ossessivo controllo invece della fiducia, la repressione e la demonizzazione al posto della conoscenza e della cura del male sono i segni di un popolo che ci si sta costruendo da sé le trappole che distruggono le sue energie, impediscono l’azione, condannano alla depressione, alla rassegnazione e allo scetticismo e al distacco dalla realtà.

Per ognuna di queste psicotrappole, Nardone propone una soluzione ma sul piano politico e sociale a noi preme sottolineare che il paese ha bisogno di più riconoscimenti e meno punizioni, più fiducia e meno sospetti, più impresa e meno assistenzialismo, più conoscenza e meno giudizi e condanne, più equità e meno vendette.

In quanto alle psicotrappole dell’azione, l’autore elenca: 1.Insistere, 2.Rinunciare e arrendersi, 3.La mania del controllo, 4.L’evitamento, 5.Rimandare, 6.L’aiuto che danneggia, 7.Difendersi preventivamente, 8.Socializzare tutto.

È chiaro come esse siano le conseguenze degli errori della mente da cui discendono gli errori della volontà e quindi dell’azione. Pensare cioè di risolvere i problemi con l’impegno e la coerenza anche se l’analisi è sbagliata e l’azione è inefficace, moltiplicare i controlli invece che formare e istruire, correre in aiuto di chi può farcela da solo rendendolo dipendente dagli altri, raccontare i fatti personali in Tv o sui social danneggiando la vita privata sono solo alcuni aspetti delle psicotrappole sociali in cui cade l’attuale società.

Ne deriva un inutile quanto dannoso spreco di risorse e di energie rubate alla corretta azione e al vivere sereni in casa propria pensando di sfuggire all’ansia del fallimento e della sconfitta, consolazione che divengono poi la causa del fallimento stesso e l’aumento dell’ansia e dell’angoscia rendendo l’individuo sempre più insicuro, falso e intimamente violento.

Passando dal piano del privato a quello del pubblico, gli esempi di azioni sbagliate di certo non mancano, ma qui ci preme evidenziare l’azione distruttiva e distrattiva del gossip televisivo, questo ospite inquietante sempre presente nelle nostre case diviene spesso un parassita della mente che distoglie energie da ciò che è veramente utile e gratificante per la vita rendendo l’uomo sempre più dipendente, incapace di stare solo con i suoi pensieri, attento a ciò che lo circonda.

Per fortuna però si va in vacanza, spesso all’estero, si sospende il rapporto con l’alterità virtuale dei mezzi di comunicazione di massa e ci si rigenera un po’ ritrovando se stessi e il mondo che ci circonda tanto che a volte ci si scopre diversi dal solito, ci si chiede chi si è veramente fuori dai condizionamenti quotidiani del circo mediatico.

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