Decreto Pillon, tra Medio Evo e modernità, mediazione e conflitti

Varie sono le critiche alla proposta, alcuni mettono sotto accusa la mediazione obbligatoria perché aumenterebbe le spese o sarebbe comunque inutile se non scelta dai due contendenti

Giacinto Lombardi Arte e Pensieri
Minervino - lunedì 25 marzo 2019
Pillon
Pillon © n.c.

Che cos’è il decreto Pillon? Così chiamato dal senatore leghista Simone Pillon firmatario della proposta di legge n. 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”, da generare una violenta levata di scudi non solo dei movimenti femministi che lo definiscono ritorno al Medio Evo, contro le donne e i bambini, ma anche di molti operatori del settore che lo ritengono quanto meno inapplicabile alla società italiana nonché lesivo del diritto del bambino ad avere stabilità accanto alla mamma nella casa coniugale a prescindere di chi ne sia il legittimo proprietario?

A sostenere, al contrario, la proposta Pillon sono i padri separati, e se ne capisce il perché, basti andare su una delle loro pagine Facebook per leggere dichiarazioni di questo genere:

Francesco: E’ arrivato il regalo della festa del papà...chiamato in giudiziale emessa sentenza provvisoria: CTU per capacità genitoriali, 800 euro per i tre bambini, 200 alla ex iena, in quanto disoccupata pur avendo dichiarato di svolgere lavori in nero, visita ai bambini 2 volte a settimana dalle 16.30 alle 20 e fine settimana alternato, pernotto solo a casa coniugale a lei affidata in quanto io sono tornato a vivere dai miei genitori in cameretta mia.. e non potrei farli stare tutti e tre in 10m quadri....premetto che devo 350 euro per la metà del mutuo cointestato con la iena.....a fronte di 1900 euro di stipendio....devo 1350 totali..auguri papà!!! devastato....

Paolo, Un mio amico simile al tuo caso... siccome un giorno ti fregherà anche la casa, non pagare più il mutuo... tanto perso per perso...

” Noi papà non siamo tutelati oltre a ricevere ogni tipo di angherie, ci riducono in poltiglia anche economica. Con uno stipendio di 943 euro netti … il giudice ha stabilito 700€ mensili per i figli (400€ per il minore 300€ per il maggiore che lavora ma non inquadrato in pianta stabile o con contratti farlocchi come si usa in Italia) come faccio a pagare anche le spese straordinarie? Vado a rubare???

Andrea: Più o meno siamo tutti sulla stessa barca, io ai tempi, stipendio di 900€ circa, sentenza provvisoria: 800€ per due figli, 200€ per la vipera "dichiarando il falso dicendo di non lavorare" più spese extra 50%. Per la legge dovrei andare a rubare? Sentenza provvisoria che dalla stessa sono passati quasi due anni, rinvii perché il giudice è stato spostato in cassazione.

Giuseppe: come fai a vivere? Non è giusto!!!! Massima comprensione da parte mia

Robi Tranquillo. .... mi trovo nella stessa ….

Poi c’è il grande lamento per la perdita del rapporto con figli ancora piccoli:

Nicola: ”Del bel rapporto con mia figlia mi rimangono in mano le briciole. Come immediata conseguenza anche i rapporti con la bambina diventano più critici.
Diventa difficile raggiungerla per messaggio. Si interrompono i rapporti anche tra la bambina e la mia famiglia se non per sporadici episodi. Così anche con una coppia di amici di famiglia che hanno una bambina coetanea, nonostante il profondo legame esistente da sempre tra le bambine ed anche con la madre dell’amichetta. In una logica di schieramenti, queste persone, forse solo per avermi sostenuto nelle gravi difficoltà che ho dovuto affrontare in questo conflitto sono sparite dal panorama affettivo della bambina. (…)
Cosa devo pensare? Che deve pensare un uomo? Che deve pensare un padre di fronte ad un utilizzo brutale della legge che consente a madri senza scrupoli di utilizzare i figli come merce di scambio per perseguire i propri scopi ed obiettivi?
E voi giudici, come tutelate i padri da queste tipologie di madri? Madri malevole le cui condotte sono orientate a gestire la separazione come l’eliminazione totale di un componente del nucleo familiare: fuori di casa, fuori dalla vita dei figli, tenuto solo al pagamento di somme a richiesta del genitore che si ritiene unicamente investito del potere di gestire la vita dei figli.

C’è la protesta contro la giustizia vittima di leggi sbagliate:

Francesco: Di storie come la tua ne leggo a centinaia! La mia stessa è terribile!
I giudici non lo sanno? Non ne hanno consapevolezza? Non vedono migliaia di famiglie distruggersi ogni giorno davanti a loro?
Lo sanno benissimo eppure continuano ad applicare leggi potenzialmente giuste ed eque in modo superficiale e standardizzato. Ogni famiglia è a sé ma da quel che vedo per tutte vale la medesima triste soluzione: il padre fuori! Sono veramente incazzato e deluso!
Possiamo fare tutte le battaglie che vogliamo ma se le leggi, per quanto ottime possano essere, non vengono applicate con "giudizio" saremo sempre massacrati!

C’è una qualche elementare presa di coscienza:

Mauro: É solo nella beata ignoranza del "a me non capita" che poi si cade dalle nuvole. I giapponesi ci hanno visto lungo. Mi spiace per te e spero che le cose possano migliorare, non mollare un centimetro con i figli, capiranno. Purtroppo anche la tua é una goccia d'acqua nell'oceano.

Pietro Quando leggo queste storie rimango basito.. con chi ci siamo sposati e dato il nostro amore ???

Angelo Hai tutta la mia vicinanza, stessa storia che si ripete in un paese alla deriva. Forza papà

C’è il rammarico per come vanno le cose:

Marco: Questa tua disavventura ricorda in moltissime cose la mia: anche la mia ex prof. Universitario con stipendio ben più alto del mio, casa acquistata al 50% affidata a lei (io in affitto), macchine 2 (stupidamente intestate a lei) e io sempre con lo scooter, mio figlio 18 che non si fa mai vivo (solo quando gli sono serviti dei soldi è venuto e batterà cassa per andare a studiare fuori), pagare i lavori straordinari nella casa dove vive lei con la madre e io ridotto a far attenzione per arrivare a fine mese .....
Diciamo che purtroppo questa è la normalità.
Ma la cosa che più mi fa pensare è il fatto che i figli e la casa coniugale siano stati assegnati, come nel tuo caso, ad una madre che non è quasi mai in casa e che pensa quasi ed esclusivamente a se stessa e alla sua carriera!!!!
Per fortuna mia figlia da quasi un anno è venuta a vivere da me e questo mi ripaga di tante sofferenze.
Facciamoci forza che alla lunga i veri valori verranno fuori e pensiamo alla bellezza di esserci liberati di una persona che poteva solo torturarci.

C’è la nostalgia dei figli perduti:

Luca, Penso che sei già fortunato! Mi spiace per te. Benvenuto fra noi!

C’è la testimonianza di una figlia:

Martina. Sono una figlia di 24 anni, i miei genitori si sono separati quando ne avevo 15. Mia sorella oggi ha 13 anni da poco compiuti, alla separazione ne aveva poco più di 4. A distanza di anni, crescendo ho capito quanto male abbiamo fatto a nostro PADRE, l’unica sua “colpa” è stata quella di voler partecipare alla nostra vita. Nostra madre, ha utilizzato noi come vendetta verso quel marito che le ha comunicato di non amarla più. Quel marito era anche nostro PADRE e noi non volevamo essere separate da lui. Giorno dopo giorno nostra madre ci portava sempre più lontano dalla sfera affettiva paterna. Nostro PADRE veniva costantemente denigrato e noi per non deluderla, le eravamo complici attuando quanto ci chiedeva. Quante bugie abbiamo raccontato a nostro Padre per compiacere Lei che a suo modo diceva di immolarsi per le figlie.

C’è la voce di uno straniero:

Sune: Grazie di cuore Martina

Sono un padre alienato danese residente in Italia con figli in Danimarca a cui le autorità danesi per false accuse – ti leggo con qualche lacrima…hanno lasciato fare lo stesso che descrivi per tre lunghissimi anni ai miei figli oggi 11 e 13 anni…

Ora le stesse autorità danesi si sono accorti dei loro errori, incominciano a darmi ragione, ma non so, è tardi dopo tre anni.. Tuo padre sa che non è colpa tua e neanche in fondo di tua madre – è una sindrome, una malattia.

Un padre si chiede – sicuramente anche una madre in tale situazione- che fare per contrastare? Penso senza l´aiuto delle autorità si può fare poco,

Una enorme preoccupazione è cosa posso fare? Finirà- e sperare – hai dato alcune risposte – e un incoraggiamento perché dimostri che ce luce, ce gioia e finisce — anche se a 24 anni ma dimostri che finisce…è importante per me leggere questo… la testimonianza e non il silenzio è importantissimo …

C’è l’amarezza di un lettore non direttamente coinvolto nelle separazioni.

Giacomo: Io, che non vivo queste situazioni, non posso non versare lacrime per queste testimonianze e chiedermi come è stato possibile, in tutto il mondo occidentale gli uomini non hanno diritti. Mi chiedo dove eravamo mentre si facevano leggi infami e ancora più infami sentenze. Noi lì a lavorare e lottare per il salario per farci portare via tutto dalle femministe. Dobbiamo prendere questi ultimi 50 anni di cosiddetta democrazia e buttarli a mare? Tutto ciò in cui abbiamo creduto, uomini e valori, parità di diritti e doveri, si ritorcono contro di noi, siamo soli al mondo contro tutti e contro tutto?

E ancora protesta contro la giustizia ingiusta:

dopo un iter nel quale ho vissuto sulla mia pelle

a) la discriminazione di genere più pervasiva, ottusa e culturalmente diffusa che possiate immaginare
b) la trascuratezza e l'ignoranza dei giudici che, se qualcuno mi facesse il favore di denunciarmi vorrei documentare, con episodi come memorie di cento pagine non lette, rinvii assurdi per fatti loro personali o rinvii per cambio del giudice, ordinanze fotocopiate scritte a cazzo, ignoranza dei bisogni dei ragazzini, mancata applicazione della legge in favore di prassi locali, addirittura scambio di persona durante le audizioni... ah, anche nel penale dove ho provato, si pro-va-to, senza ombra di dubbio di aver subito calunnie davanti ai figli il giudice donna l'ha assolta "perché io volevo trarne vantaggio nel processo civile" ... giuro !

ho avuto la separazione nel 2012 pagando cifre stratosferiche, ovviamente ho anche pagato i consulenti tecnici della ex moglie, se non paga lei tocca a voi !

nel 2016 dopo un altro iter (DOPPIO processo, stato italiano del cazzo, diritto del cazzo)) ho avuto il divorzio pagando una "dazione patrimoniale" cioè una tantum altissima, pure NON DEDUCIBILE ! grazie a una norma fiscale del cazzo. Adesso pago ancora un ricco assegno di mantenimento di un figlio quasi maggiorenne e cosa fa la signora da anni ? Non compra niente per il ragazzo, non un vestito, una felpa, una giacca, nemmeno gli dà la paghetta, non gli dà i SUOI soldi, gli fa fare vacanze del cazzo per non spendere, l'ha mandato in vacanza coi suoi amici con euro zero in tasca e biglietto aereo pagato da me e parliamo di una signora che ha incamerato 4 patrimoni: 3 eredità di famiglia + 1 estorsione dall'ex marito, io ...

E non mancano le bieche femministe con cartelli maschicidi:

Pietro, Ieri sera mia figlia di 6 anni, mi diceva papà ti amo e ci facevamo tante coccole. Quando l'ho dovuta riportare insieme all'altra mia piccola grande donna, al momento che l'ho messa nella macchina della mamma, ha pianto così tanto che non riuscivo a calmarla, un vero pianto d'amore, un amore puro che c'è tra padre e figli.
E la madre, che fa.... Vieni qua, guarda che ti do. Come se avesse un anno o fosse un cane.
Non ho augurato mai del male a nessuno, ma per ogni lacrima che cacciano le mie figlie, spero corrispondano a mille delle sue.

Riesplode in Giovanni il grande senso di ingiustizia a danno dei padri separati.

Giovanni. Mi sono laureato con le mie forze. Non potevo permettermi una casa in affitto vicino l'università e ogni giorno viaggiavo per 2 ore andata e ritorno. Non potevo permettermi testi originali e andavo a studiare in biblioteca. Mentre tutti i ragazzi/e il sabato andavo in discoteca, io studiavo sempre e Non avevo sabato e domenica. Dopo la laurea ho trovato un lavoro dignitoso. Poi ho conosciuto lei, che ho sposato lei che non ha mai lavorato e ha fallito negli studi universitari. Mia ex moglie aveva 28 anni al momento della separazione da lei voluta per una motivazione a mio avviso falsa. Avevamo 23 mesi di unione. Ora lei ha 32 anni, sono quasi 4 anni di mantenimento. Non ha mai cercato un lavoro, mantiene relazioni sentimentali non ufficiali. È come vincere un premio a vita al gratta e vinci, gratta il matrimonio è vinci il patrimonio. Mantenimento per tutta la vita per 23 mesi di matrimonio. Per le donne non è necessario sacrificarsi per il futuro. Non è necessario 40 anni di servizio e il raggiungimento del 67esimo anno di età. La pensione si può ottenere a solo 28 anni.
Basta vincere al gratta il marito. È quando le chiedi un po' di comprensione per eventuale ritardo del mantenimento facendo presente che il mio lavoro permette anche il suo mantenimento, lei mi ha risposto che non è riconoscente verso di me ma deve tutto alla legge e al giudice come se il mantenimento arriva dallo stato o dal giudice e non dal mio sudore.

Forse per far fronte al grido di dolore dei padri separati che denunciano ingiustizie a loro danno e la non applicazione della legge vigente sull’affido condiviso, il cosiddetto DDL Pillon cerca di imporre con regole più rigide la bigenitorialità e il mantenimento diretto dei figli ritenuto da molti impossibile da realizzare in un paese mammista e matriarcale come l’Italia.

Il sen. Pilllon dichiara che l’obiettivo della sua proposta è quello di evitare la giudiziale, arrivare davanti al giudice con un accordo già fatto in modo che il giudice debba solo verificare la regolarità dell’accordo, oltre quello di garantire ai figli un rapporto equilibrato con tutti e due i genitori.

Propone perciò alcuni capisaldi fondamentali su cui fondare la separazione o divorzio.

  • Lotta alla PAS o rifiuto del genitore non affidatario causato dal continuo sparlare del genitore assente da parte dell’altro prevedendo pene severe per tali comportamenti in decenti.
  • Attribuzione della casa coniugale, oggi affidata per il 60% alla madre e il 19% al padre, che dovrà rimanere al legittimo proprietario o, in caso venga attribuita al coniuge affidatario, questi dovrà corrispondere un affitto al proprietario.
  • Tempi paritetici di frequentazione dei due genitori, salvo diversi accordi tra i due.
  • Lotta alle false denunce con severe punizioni quando sono accertate calunnie e denunce strumentali.
  • Mantenimento diretto dei figli proporzionatamente alle condizioni economiche del genitore.
  • Mediazione obbligatoria ma gratis solo il primo incontro.
  • Introduzione dei piani genitoriali.

Tra i sostenitori di Pillon vi è anche Tiberio Timperi che chiede patti prematrimoniali che definiscano prima le condizioni di separazione oltre gli impegni e doveri di ognuno ma per il senatore è inaccettabile perché sarebbe come ammettere che ci si sposa già pensando al divorzio. E qui il senatore rivela la sua formazione cattolica per cui il matrimonio è per sempre e il divorzio è un rimedio concesso da Mosé per la durezza del cuore degli uomini. Gli italiani non pensano ancora che il divorzio sia solo una tappa nel cammino dell’uomo verso la libertà e la ricerca della felicità.

Varie sono le critiche alla proposta, alcuni mettono sotto accusa la mediazione obbligatoria perché aumenterebbe le spese o sarebbe comunque inutile se non scelta dai due contendenti ma Fulvio Scaparro, psicologo e psicoterapeuta, ritiene invece che essa potrebbe evitare una separazione traumatica per i figli. La battaglia più dura però è la questione dei tempi paritetici che obbligherebbero i figli a stare due settimane col padre e due con la madre spediti come pacchi postali ma spinosa è ancora l’attribuzione della casa coniugale di cui i padri proprietari dell’alloggio si sentono defraudati senza risarcimento, il ddl contempla l’attribuzione della casa al coniuge affidatario a condizione che paghi un canone al legittimo proprietario, sembra una richiesta legittima ma si grida al rischio sfratto per molte donne senza mezzi economici propri.

Altri ritengono che non sia tutelata la donna vittima di violenza, ma il senatore lo smentisce e nega la necessità della mediazione o il diritto alla frequentazione dei minori in caso di mariti o padri violenti.

La battaglia è aspra ma, a nostro avviso, è irrisolvibile senza un intervento dello Stato in aiuto al coniuge in difficoltà economica, non si può garantire la sicurezza della donna affamando l’ex marito il quale anche lui ha diritto ad una vita dignitosa e magari anche a rifarsi una famiglia con una nuova compagna così come la donna deve poter aprirsi ad una nuova possibilità affettiva.

Quando un coniuge non ha reddito deve essere compito dello stato intervenire sia con un adeguato sussidio che con l’inserimento in un programma di ricerca di lavoro come si spera sia lo spirito del Reddito di cittadinanza.

In quanto alla mediazione, noi riteniamo che sia una giusta risposta alla conflittualità di coppia spesso pretestuosa e basata su pregiudizi e linguaggi sbagliati, la mediazione impone alle persone di chiarire a se stessi a all’altro le ragioni del proprio malessere, un’opera chiarificatrice necessaria per arrivare ad una civile separazione o, se possibile, ad una risoluzione positiva del conflitto.

Lascia il tuo commento
commenti
Altri articoli
Gli articoli più letti