Il "doppio legame": nuove forme di controllo sociale

Il contrasto tra l’esperienza sensibile e il giudizio sociale è quello che Bateson chiamò il “doppio legale” o doppio vincolo

Giacinto Lombardi Arte e Pensieri
Minervino - martedì 26 febbraio 2019
Doppio Legame
Doppio Legame © n.c.

Lo scandalo Oxfam richiede qualche riflessione critica. Chi è stato in Africa, ai Caraibi, in Brasile o in Estremo Oriente racconta di RAGAZZE che li approcciano con insistenza offrendo servigi sessuali in cambio di denaro. Si convincono che in quei posti le ragazze crescono in fretta, non hanno alcun tabù, alcun trauma, non si sentono abusate anzi esibiscono orgogliose le loro conquiste e il tesoretto, una realtà che fa perdere a molti uomini il senso morale e la sensibilità che avrebbero dovuto acquisire in Occidente.

Nei vari articoli letti in questi giorni si parla tanto di abusi sessuali ma non si trova un solo racconto di cosa si tratta, si parla di festini con ragazze pagate, insomma di rapporti con prostitute, ma è giusto chiamarli abusi? Abuso allude a qualcosa fatto senza la volontà della vittima, atti estorti col ricatto o con la forza, ma non vi sono denunce da parte delle vittime di essere state abusate contro la loro volontà. Scandali che attaccano al cuore grandi organizzazioni che aiutano milioni di persone in difficoltà, scandali che non colpiscono gli autori dei fatti che forse non sono nemmeno penalmente perseguibili, ma che hanno il compito di aggredire le organizzazioni, scuotere l’assetto dirigenziale, favorire nuove carriere, nuovi personaggi al potere.

L’accusa di abuso, però, nega la verità dei fatti, nega che vi sia stato consenso, complicità e spesso provocazione da parte delle ragazze stesse. La società rimane interdetta, non sa che dire di fronte alle enormità delle accuse.

Non ci sono giornali, né Iene, né Report per approfondire i fatti, la verità dell’accusato è negata, nascosta, il volto è oscurato, il suo nome cancellato, la sua definizione è orco a prescindere. Il malcapitato così vive il contrasto tra l’esperienza vissuta, il sorriso delle ragazze, i rapporti intrecciati e la definizione sociale di abuso, questo contrasto tra l’esperienza sensibile e la definizione sociale è quanto di più devastate ci sia per la mente umana, paralizza ogni reazione, genera angoscia, stimola una resistenza inappropriata che va dalla reazione aggressiva, alla chiusura in se stessi, al sordo risentimento.

Questo contrasto tra l’esperienza sensibile e il giudizio sociale è quello che Bateson chiamò il “doppio legale” o doppio vincolo, Bateson descriveva la situazione con l'episodio della madre che dopo un lungo periodo rivede il figlio, ricoverato per disturbi mentali. Il figlio, in un gesto d'affetto, tenta di abbracciare la madre, la quale si irrigidisce; il figlio a questo punto si ritrae, al che la madre gli dice: "Non devi aver paura ad esprimere i tuoi sentimenti". La madre nega in quel modo che è il suo irrigidirsi a provocare il ritrarsi del ragazzo, il ragazzo rimane paralizzato non essendo in grado di controbattere.

Nel nostro caso però la situazione è più complessa perché non è la ragazza che dopo aver incontrato l’uomo lo denuncia per abuso, ma vi è un intervento esterno che negando il consenso della ragazza accusa l’uomo di abuso, la contraddizione è tra il contratto tra i due soggetti e la definizione sociale. L’imputato rimane perplesso e forse fa fatica ad accettare la condanna sociale e questo è un problema perché educare non può essere solo repressione, la legge morale deve essere interiorizzata, deve radicarsi nella mente e nel sentire delle persone e non svanire al mutare del vento quando non si teme più di essere giudicati.

C’è da chiedersi anche perché ora? Perché adesso scoppia lo scandalo? È chiaro che qualcosa sta cambiando nel modo di intendere la morale e la libertà, qualcosa sta succedendo a livello mondiale che chiede a tutti un nuovo livello di sensibilità e di attenzione nelle relazioni umane specie quando ci si trova in altri paesi dove sembra che i nostri valori vengano meno, invece è proprio in quelle situazioni di grande differenza economica e di potere che l’uomo occidentale deve farsi testimone della civiltà del rispetto dell’altro e della protezione del più debole che è chiamato a rappresentare.

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