Il resoconto dell'incontro

Feriti dal dolore, guariti dall'amore

Una grande sconosciuta, che parte della nostra società considera oggetto e non soggetto, dimenticando così che questa condizione esistenziale ha caratterizzato il percorso biologico-relazionale di ogni uomo e donna sulla terra

Mondo Imprese
Minervino lunedì 11 novembre 2019
di La Redazione
Feriti dal dolore, guariti dall'amore
Feriti dal dolore, guariti dall'amore © n.c.

Venerdì 8 novembre, presso l’auditorium “R. Baglioni” di Andria, si è tenuto un incontro dal titolo “Feriti dal dolore, guariti dall’amore”, con sottotitolo “la vita prenatale: questa sconosciuta”.

L’evento è stato organizzato dalle associazioni: Comunità papa Giovanni XXIII, come capofila, Arca dell’Alleanza e Progetto Uomo. Hanno inoltre aderito all’evento la Pastorale della salute della Diocesi di Andria, l’A.M.C.I. di Andria sez. Sacra Spina, l’associazione Amici dei bambini e il Forum delle famiglie regione Puglia.

Chiamati a relazionale sul tema erano presenti il prof. Giuseppe Noia, Direttore dell’Hospice perinatale “Centro cure palliative Prenatali – S. madre Teresa di Calcutta – Policlinico Gemelli di Roma e docente presso Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presidente dell’A.I.G.O.C. e fondatore della fondazione “il cuore in una goccia” e la dott.essa Anna Luisa La Teano, co-fondatrice della fondazione “il cuore in una goccia” e referente per il ramo familiare nella stessa fondazione, inoltre era presente il vescovo di Andria S.E. mons. Luigi Mansi, a cui sono state affidate le conclusioni dell’incontro, infine moderava Saverio Lorusso, membro dell’Associazione comunità papa Giovanni XXIII di Andria.

L’evento ha visto la presenza numerosa della cittadinanza, segno dell’interesse che ha suscitato, tanto da riempire quasi completamente i posti a sedere dell’auditorium che ammontano a circa 300 posti a sedere.

Durante la sua introduzione Saverio Lorusso ha spiegato quali sono state le intenzioni che hanno orientato a trattare un tema così importante e delicato, legato ad aspetti antropologici, bioetici, scientifici, relazionali e spirituali legati alla vita umana e nello specifico a quel lasso di tempo che è dunque il periodo prenatale. La vita prenatale, appunto, una grande sconosciuta, che parte della nostra società considera oggetto e non soggetto, cosa e non persona, dimenticando così che questa condizione esistenziale ha caratterizzato il percorso biologico-relazionale di ogni uomo e donna sulla terra. Inoltre è stato sottolineato che le basi dell’incontro non erano ideologiche o confessionali, bensì fondate sui dati scientifici importanti e sulle esigenze di famiglie che hanno sperimentato la fragilità di vedersi diagnosticare una malformazione prenatale, senza riuscire a ricevere un giusto e adeguato accompagnamento medico sanitario. Dare voce dunque a questa fragilità umana, facendo parlare scienza e fede, è stato dunque il vero motivo che ha orientato le associazioni ad organizzare un tale incontro.

La relazione del prof. Giuseppe Noia ha poi suscitato il vivo interesse di tutta l’assemblea, per gli importanti dati scientifici esposti con semplicità, la cui comprensione era fruibile al grande pubblico. Si è parlato della vita umana partendo dal suo concepimento, spiegando il meraviglioso mistero della vita attraverso gli occhi della scienza. Si è evidenziato il protagonismo biologico dell’embrione umano e il suo dialogo con la madre fin dai primi istanti. Il lungo impegno del prof. G. Noia e della suo staff in 25 anni di lavoro presso il Policlinico Gemelli ha prodotto importanti risultati nella corretta diagnosi delle malformazioni prenatali, nella cura di molte patologie durante la vita intrauterina e nell'accompagnamento medico-sanitario e umano, dei genitori e del piccolo concepito, nei casi di malformazioni incompatibili con la vita extrauterina.

La dott.essa La Teano ha poi spiegato l’importante ruolo della fondazione “il cuore in una goccia” nel sostegno umano e spirituale alle famiglie che si vedono coinvolte in queste problematiche.

Infine il vescovo di Andria S.E. mons. Luigi Mansi ha sottolineato l’importanza della scienza, dell’amore e della preghiera, per aiutare e sostenere le famiglie che si trovano a vivere queste difficoltà, come via per guarire dal dolore.

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