CBM in Sud Sudan per la lotta alla povertà e alla disabilità

Sud Sudan: la lotta di CBM alle patologie visive e alla povertà

Il Sud Sudan è noto per essere una delle aree di guerra con conflitti civili che sembrano non conoscere fine. CBM si impegna per spezzare il ciclo che lega povertà e disabilità

Mondo Imprese
Minervino domenica 27 giugno 2021
di La Redazione
Sud Sudan: la lotta di CBM alle patologie visive e alla povertà
Sud Sudan: la lotta di CBM alle patologie visive e alla povertà © n.c.

Il Sud Sudan è un Paese al mondo noto per essere una delle aree di guerra con conflitti civili che sembrano non conoscere fine. E la guerra, si sa, porta povertà: non è un caso se l’aspettativa di vita nel territorio sud sudanese è tra le più basse al mondo, con i suoi 54 anni di età circa. Frequenti sono le condizioni di disabilità e CBM, organizzazione umanitaria che in Sud Sudan, grazie anche al sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, combatte contro le patologie visive, si impegna per spezzare il ciclo che lega povertà e disabilità. Perché, purtroppo, le due condizioni vanno di pari passo nei Paesi in via di Sviluppo: una persona con disabilità non potrà lavorare né contribuire al sostentamento della propria famiglia, venendo automaticamente esclusa dalla comunità, in una popolazione di suo stremata dalle difficili condizioni di vita. Prevenire e curare la maggior parte dei disturbi della vista è possibile. Vediamo come.

CBM: storie di solidarietà dal 1908

CBM, acronimo di Christian Blind Mission, è un’organizzazione umanitaria che nasce nel 1908. Attualmente è presente in tutto il mondo a 460 progetti in 48 paesi.
Più recente la storia di CBM Italia Onlus che, oltre ad operare in Africa, Asia e America Latina ha progetti anche in Italia. Nel 2019 sono circa 1 milione le persone che hanno usufruito del suo aiuto.
Il progetto in Sud Sudan è uno dei progetti sostenuti anche attraverso la campagna Break the Cycle, per contribuire a spezzare il circolo vizioso che lega la povertà alla disabilità. Curare le patologie diventa quindi molto più della semplice tutela del diritto alla salute.

Le persone con disabilità nel mondo

Complessivamente nel mondo vivono 1 miliardo di persone con disabilità. Il dato che fa riflettere è che l’80% si trovano in paesi in via di sviluppo e quindi carenti nella gestione delle risorse atte a debellare le patologie che portano a una tale condizione.
Questo significa che chi è povero è più probabile abbia una disabilità ma non solo: la persona con disabilità è più probabile resti non solo povera, ma ancora più in difficoltà di sostentamento, problematiche che spesso coinvolgono anche i bambini a carico di questi soggetti.
Ciò che porta alla fine della povertà è l’accesso all’istruzione, alla formazione al lavoro. Condizioni che sono precluse a una persona con disabilità in paesi poveri come il Sud Sudan.

L’impatto del Covid 19

Il Covid-19 ha portato ulteriori e gravi disagi in situazioni già ad alta complessità umanitaria. Secondo la rivista scientifica Lancet, la pandemia colpisce più duramente le persone con disabilità, essendo queste già in difficoltà nell’accedere all’assistenza sanitaria perché più bisognose degli altri pazienti. Le persone con disabilità, inoltre, hanno maggior difficoltà nell’attuare le misure di prevenzione necessarie per evitare il contagio dal virus (es. impossibilità di distanziamento sociale).

Il progetto CBM in Sud Sudan

CBM è presente in Sud Sudan presso il Centro Oculistico BEC a Juba, la capitale. Si tratta dell’unico polo sanitario specializzato nella cura delle patologie visive in tutto il territorio sud sudanese, con la possibilità anche di fare interventi oculistici all’avanguardia.
Con il progetto triennale (2018-2021) BECause Eye Care, in collaborazione con i partner CUAMM e CORDAID e incluso della campagna Break the Cycle lanciata da CBM Italia,  si è cercato non solo di rafforzare l’operato di questo centro, entrambi specializzati anche nella formazione di personale medico sanitario, ma di diffondere negli Stati di Central Equatoria,Eastern Equatoria e Western Equatoria la capillarità dei servizi di base anche attraverso la presenza di Unità Mobili Oftalmiche capaci di riferire i casi più gravi alla clinica BEC e di intervenire, quando possibile, sul posto. All’azione medico sanitaria fa da spalla una campagna di sensibilizzazione nelle scuole e nelle comunità, affinché chi si trova in condizione di disabilità non venga emarginato.

Nyanut Deng: una storia sud sudanese

Per tre anni Nyanut Deng, casalinga e madre di cinque figli sposata a un maestro elementare, ha avuto prurito agli occhi e gonfiore all’occhio destro, senza poter avere le adeguate cure mediche. Si è recata al Centro Oculistico BEC facendosi ospitare dai parenti dopo aver sentito della sua esistenza alla radio. Le è stato diagnosticato un granuloma all’occhio destro e lo pterigio (malattia visiva anomala) a entrambi gli occhi. Per il recupero della vista, nel caso di Nyanut sono state necessarie più operazioni che ha potuto ricevere grazie all’azione di sostegno di CBM, recuperando la vista.
 

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