Si parla di futuro al Liceo Fermi tra Amministrazione, Soprintendenza e Scuola

Task Force al lavoro per riportare a casa i reperti archeologici minervinesi

Già le prime 200 cassette stanno arrivando per essere custodite negli spazi ripuliti e messi a disposizione dall’Amministrazione Mancini

Cultura
Minervino lunedì 05 giugno 2017
di Enrico Tedeschi
Il gruppo di lavoro
Il gruppo di lavoro © MinervinoLive

Forse non tutti sanno che nel recinto del liceo di Minervino ci sono i resti di una tomba del VI sec. a.C. e di un abitato dauno del IV che, seppure spogli dei reperti trovati all’epoca della costruzione dell’edificio, restano comunque una prova inequivocabile delle origini antichissime del paese. Solo una delle tante testimonianze archeologiche che la cittadina ha restituito negli anni, e ancora custodisce nel sottosuolo, e che parlano di una evoluta comunità stabilitasi qui migliaia di anni fa, che ha lasciato poi letteralmente disseminato l’intero territorio di documenti di inestimabile valore storico-archeologico e artistico. Veri e propri tesori che, quando scampati agli ignobili tombaroli, in parte sono finiti in importanti musei,in parte sono stati sistemati nei depositi di quello di Canne della Battaglia.

Una ricchezza nascosta alla fruizione pubblica per mancanza di spazi e che invece, con un’opportuna ripresa della fortunata formula di affidamento statale che già portò nel 2002 alla creazione di “Quando l’Ofanto era color dell’ambra” (nel Palazzo Comunale, ndr) potrebbe accrescere e completare questa mostra con i pezzi di notevole valore mai esposti prima. E che l’idea di un ampliamento espositivo, che sfrutti le inutilizzate e splendide volumetrie dell’ex Pretura - richiamando qui turisti e studiosi anche sull’onda dell’inarrestabile successo della vicina Matera - stia trovando tutta l’accoglienza che merita, lo dimostra il fatto che già le prime 200 cassette stanno arrivando per essere custodite negli spazi ripuliti e messi a disposizione dall’Amministrazione anche nella prospettiva, ci auguriamo, che prestissimo i Minervinesi possano mostrare con fierezza a tutti le meravigliose testimonianze del proprio passato.

Un risultato non solo simbolico, il ritorno a casa di questi reperti, che è senz’altro la conseguenza diretta dello spirito costruttivo di collaborazione e fiducia che si è instaurato tra Amministrazione, Soprintendenza e Provincia. Lo stesso spirito di fondo che ha messo intorno ad un tavolo per la prima volta davvero tutte le parti interessate, Enti ed Associazioni oltre che Soprintendenza ed Università, per pensare già sin d’ora al fattore umano, elemento indispensabile al successo di qualsiasi impresa. E cosa di meglio, allora se non giovani preparati, motivati e del posto? E qui entra in ballo la scuola, ovvero proprio quell’istituto modernissimo che, nei pressi della Stazione e in posizione logistica eccellente anche rispetto al sistema viario, ha pure letteralmente in sé un sito archeologico di indubbia rilevanza.

Formare ragazzi che si innamorino all’archeologia e possano divenire i più credibili ambasciatori della loro Minervino nel Mondo, è questo il senso dell’inedita e originale iniziativa del 30 maggio scorso: e sono infatti un rinato orgoglio minervinese e l’orgoglio scolastico quelli che abbiamo visto insieme tra loro, in occasione di “ARCHEOLOGIA AL FERMI “, ovvero il “1° incontro tra le istituzioni per la tutela del sito archeologico del Liceo Fermi di Minervino Murge”. Più che un incontro, è stato un vero e proprio meeting quello promosso dalla dirigente scolastica Nunzia Silvestri, della sede centrale di Canosa, certamente ben coadiuvata dalla responsabile del plesso scolastico in questione Maria Franca Tricarico, forte tra l’altro della consulenza diretta di un archeologo in piena attività, Ruggero Lombardi, in organico nelle file del suo corpo docenti. Dietro tutti e tutto la volitiva sindaca del “Balcone delle Puglie” Maria Laura Mancini, nonché consigliere della BAT, che si sta muovendo non poco anche in questa direzione per la promozione della zona, incassando sin da subito un primo, consistente risultato concreto: la rimessa in ordinee sicurezza del sito archeologico (fondi al momento per la realizzazione dell’ imponente progetto di valorizzazione previsto non ce ne sono, ndr) un remake estetico dell’edificio scolastico e, soprattutto, il completamento dell’ Auditorium annesso,dotandolo di ogni tecnologia possibile e di un adeguato comfort.

Non a caso la presenza in loco pure dell’ing. Mario Maggio, dirigente lavori pubblici della provincia, che non ha neanche partecipato alla riunione per dedicarsi a curare i dettagli, con la ditta incaricata, per avviare i lavori già all’indomani di questo appuntamento. Intorno al tavolo di lavoro nella biblioteca del liceo Fermi, oltre ai già citati, Simonetta Bonomi, Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della BAT e di Foggia, Marisa Corrente, funzionario archeologo responsabile del territorio minervinese, Giuseppe Sarcinelli, dell’Università del Salento, archeologo e numismatico di origine minervinese, gli assessori cittadini Massimiliano Bevilacqua e Michele Nobile ed il consigliere Michele Melacarne, ma anche Giacomo Cocola, presidente della Pro Loco, Sabino Redavid e Michele Muccilli, rispettivamente presidente regionale e responsabile archeologia dell’ Associazione “L’Umana Dimora”; a chiudere “la squadra” la presenza di Mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano e conoscitore profondo delle meraviglie della sua amata Minervino.

Insomma è stata una vera e propria task force, quella che si è riunita per delineare le linee guida di un progetto di alternanza scuola lavoro per la formazione degli studenti dell’istituto, curata da associazioni ed amministrazione sotto la supervisione della Soprintendenza, che li appassioni all’archeologia rendendoli consapevoli affidatari e curatori del sito davanti alla loro scuola e, perché no, guide e promoter di eventi e delle bellezze misconosciute di Minervino. Qualcosa, dunque, che è andato ben al di là di un semplice scambio di opinioni e che aveva certamente sotteso, in maniera più o meno subliminale, il progetto tutt’altro che ambizioso di rivoluzionare le sorti di una cittadina che ha davvero tutte le carte in regola per proporsi come capofila di un territorio tra Puglia e Basilicata e che, forse più e meglio degli altri, ha i numeri giusti per poter sfruttare appieno le immense opportunità di un rilancio turistico in occasione di Matera Città Europea della Cultura 2019. A dimostrarlo lo stupore compiaciuto della Soprintendente Bonomi, a chiusura di mattinata, durante la visita ai tesori ignorati di Minervino con una guida d’eccezione come mons. Renna. La sfida ad un diverso futuro è stata aperta, ora alla società civile ed alla politica raccoglierla e vincerla per un grande obiettivo comune veramente a portata di mano.

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