Il racconto

Malata grave di SLA guarisce dal Covid

È successo all'hospice Wojtyla. Il dg Armenise: "La passione per la vita della famiglia di Minervino è contagiosa"

Attualità
Minervino giovedì 19 novembre 2020
di La Redazione
Hospice Minervino Murge
Hospice Minervino Murge © n.c.

La storia di Carla (il nome è di fantasia), una paziente dell’Hospice di Minervino Karol Wojtyla affetta da SLA, ha davvero emozionato tutti e vogliamo raccontarla, perché dimostra che curare è sempre possibile e che è profondamente ingiusto pensare di escludere dalle terapie intensive i malati di Covid più fragili perché, si dice, “tanto non ce la faranno”.

Carla è una anziana signora pugliese, innamorata della vita. Quando un anno fa arrivò all’Hospice di Minervino la sua malattia era in fase terminale, non poteva comunicare e già viveva solo grazie alla respirazione ventilata. L’Hospice però ha ottenuto per lei un comunicatore oculare collegato con internet e, anche se anziana, Carla ha imparato ad usare il touch screen e a inviare messaggi: “È una donna determinata, un carattere forte, capace di tenere in pugno un reparto”, racconta la dottoressa Claudia Ada Dipaola, psicologa dell’Hospice, ridendo e trattenendo la commozione per un quasi miracolo.

Sì, perché accade che nei primi giorni di ottobre Carla contrae il Covid nel corso di una terapia svolta fuori dall’hospice e si ammala di polmonite. Il 20 ottobre, quando viene trasferita nell’ospedale Covid di Bisceglie per ricevere cure adeguate, il dispiacere era grande al Karol Wojtyla, perché sperare che una persona nelle sue condizioni potesse farcela era impossibile. “Mentre era in ospedale riuscivamo comunque a tenerci in contatto – continua Claudia – e anche lei ci inviava piccoli messaggi, a volte difficilmente decifrabili, ma si sentiva che lottava come sempre.

Una settimana fa arriva una notizia insperata: Carla è guarita dal Covid, risulta negativa. Tutti gli operatori del Karol Wojtyla si attivano per accoglierla di nuovo nell’Hospice dove è oggi tra l’entusiasmo generale. Racconta Claudia: “È stata una coincidenza ma il giorno che abbiamo saputo che Carla tornava a Minervino ho ricevuto da lei un messaggio con solo un emoticon: un grande cuore rosso che pulsava.”

Il direttore generale della struttura, il dott. Michelangelo Armenise, si congratula con tutta l'equipe dell'hospice, attraverso un messaggio che ha fatto giungere agli operatori: "La passione per la vita di tutta la famiglia di Minervino è contagiosa, anche la nostra “ Carla “ ha trovato forza nelle vostre carezze, nei vostri sorrisi, nel vostro grande cuore, nel vostro prendervi cura delle sue sofferenze, e sono stati fondamentali nella sua battaglia contro il covid. Siete fantastici".

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