Il ricordo

Piuccia, la nonnina della poesie e delle preghiere

Un patrimonio culturale immateriale di canti popolari, filastrocche, preghiere e poesie che MinervinoLive cercherà di recuperare con la collaborazione dei suoi familiari

Attualità
Minervino sabato 23 maggio 2020
di La Redazione
Eusapia di Tonno
Eusapia di Tonno © n.c.

Quando parliamo di patrimonio culturale ci riferiamo solitamente a tutti quei beni artistici, architettonici, letterari, monumentali, reperti archeologici che una comunità possiede e conserva nel tempo per custodire la propria storia e la propria identità. E’ quello che possiamo definire il patrimonio storico-culturale materiale. Ma esiste anche un patrimonio culturale cosiddetto “immateriale” fatto di tradizioni, storielle, aneddoti, racconti, proverbi, canti popolari, preghiere, devozioni, modi di dire e di fare che si tramandano di generazione in generazione solitamente nella forma orale e che rischiano nel tempo di perdersi, soprattutto nell’età odierna.

Quest’oggi Minervino piange la scomparsa di un’anziana signora, a molti forse sconosciuta, ma che nella sua memoria custodiva questo speciale patrimonio fatto di canti, filastrocche, poesie e preghiere che spesso raccontava a parenti e amici nei momenti lieti delle giornate trascorse insieme.

“Nonna Piuccia” era appunto conosciuta come la nonnina delle poesie, che i suoi figli ogni tanto hanno postato sui social per non dimenticarle e farle conoscere ai più. Sua figlia ci ha raccontato che ha mantenuto questa lucida memoria sino agli ultimi istanti della sua vita quando stremata dal maledetto virus, non esitava a offrire la sua semplice perfomance di filastrocche e cantilene di fronte a medici e infermieri per rallegrare il loro lavoro, e ad affidarsi alle preghiere, eredità di una devozione popolare, che nel letto della malattia sino alla fine, raccontano chi l’ha assistita, ha continuato a recitare.

In accordo con i suoi parenti pubblichiamo due poesie recitate dalla nonna Piuccia. Una prima, quella che forse più gradiva, una filastrocca dedicata agli innamorati condita da un candido senso della passione. Una seconda dove racconta agli angeli di un suo viaggio a Bisceglie da bambina che ha trasformato in una piccola poesia. Quasi fosse una premonizione del suo ultimo viaggio da cui non è più ritornata.

Desiderio della famiglia insieme a quello del nostro giornale è quello di raccogliere queste poesie non solo per rendere omaggio a Piuccia, ma per custodire la sua memoria nella memoria della nostra comunità.


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