Salute ed economia

Puglia verso il default tra pandemia e carestia

Accanto a quella sanitaria da Covid-19, un’altra grave emergenza, economica, di cui nessuno sta parlando: la Xylella che continua inesorabilmente ad avanzare

Attualità
Minervino domenica 29 marzo 2020
di La Redazione
Pianta d'ulivo affetta dalla Xylella
Pianta d'ulivo affetta dalla Xylella © nc

Un’Apulia Felix quella andata in onda ieri su La7 per la nota trasmissione “Eden” condotta da Licia Colò. Un dejà-vu che risale a qualche mese fa, in realtà, ma che ci ha mostrato come eravamo e forse non saremo più. Insieme alle immagini di spiagge di sogno o di una Helen Mirren (il premio Oscar “Pugliese dell’Anno 2018”) immersa nella poesia dell’entroterra del suo buen retiro, infatti, sono pure passate le riprese desolanti di un Salento con gli ulivi bruciati da una Xylella che già stava risalendo inesorabilmente tutta la regione e che anzi, nel frattempo, ha già distrutto altre centinaia di migliaia di alberi. Né di questo staremmo a parlare nel pieno di ciò che stiamo già vivendo - e con quello che purtroppo ancora ci aspetta - se accanto al dramma dell’oggi non ci ponessimo il problema del futuro anche immediato. Né, d’altronde, i segnali di una politica che naviga a vista, tra il tentativo di arginare la pandemia da Covid -19 ed una possibile rivolta dei poveri, sono men che meno incoraggianti. A nostro avviso, per quello che ci attiene e che si poteva e doveva fare in Puglia, diciamocelo chiaro, non è che sia stato fatto granché: tanti, tantissimi spot in tutte le salse dei nostri politici di spicco e degli attuali amministratori ad ogni livello, con tanto di grandi proclami alla responsabilità ed appelli in tv ad evitare il ritorno in patria degli esuli del lavoro... Ma dov'erano tutti questi che oggi vanno persino in giro a rimproverare la gente per strada e ad elevare contravvenzioni quando è iniziato questo tsunami? Perché già da allora, quando non potevano non prevedere quello che è poi accaduto, non hanno bloccato alla partenza i tanti “figliol prodighi” al Nord o all'estero? Oppure presidiato stazioni, aeroporti e caselli autostradali e provveduto ad un respingimento o, quantomeno, ad un censimento uno per uno per implementare una quarantena controllata ad personam?

Paura di una perdita di consenso nelle prossime scadenze elettorali o quel che si vuole, una cosa è certa: con decine di migliaia di rientrati, ora questa peste globale del terzo millennio è pure tra noi, con una sanità già ben scassata di suo e con numeri ben diversi da quelli che sarebbero stati se si fossero adottate “a monte” le misure rigorose che questa pandemia richiedeva da subito. Ove non bastasse ciò, e a rendere ancora più nero il quadro, un altro allarme, quello economico, che rischia di passare in second’ordine rispetto a questa tragedia sanitaria: stiamo parlando del nostro olio, quell’ “oro verde” vanto mondiale e principale core business della Puglia dall'eccellenza agroalimentare, ma che, nel caos del momento, sta rischiando di andare sicuramente in malora insieme a tutto il resto. Né le misure contenute nell'ultimo, ennesimo decreto del Governo lasciano intravedere concrete misure che evitino questo disastro. Ad indurci a prendere la penna in mano la lettura di un post, pubblicato una decina di giorni fa dal gen. Giuseppe Silletti, sì proprio quel commissario autore di quel famoso protocollo bloccato nel 2015 e che, sacrificando solo qualche migliaio di ulivi, avrebbe potuto sconfiggere la Xylella ai suoi inizi. Poche righe, nella sintesi che gli è propria, ma che giustificano appieno questa nostra iniziativa e che val la pena di leggere, nel suo estratto, per capire meglio ciò di cui stiamo parlando ed il suo perché.

“MOLTE SONO LE SIMILITUDINI TRA CORONAVIRUS E XYLELLA Sono due microrganismi che vengono da lontano, uno dalla Cina e l’altro dal Costa Rica. Ambedue sono classificati organismi da quarantena ed ambedue non hanno (finora) una cura di comprovata e risolutiva efficacia. Il Coronavirus ha un coefficiente di mortalità variabile (per l’OMS circa il 3,4 %) la Xylella, ad eccezione delle varietà resistenti (peraltro ancora in studio, ndr) ha invece un coefficiente di mortalità per l’olivo del 100%. Ambe due sono contornati da fake news, ma nel caso della Xylella questo organismo ha il primato, basti pensare alla pubblicazione di Petra Reski “Giallo Xylella”... Ambedue i microrganismi stanno cagionando enormi danni economici, ma l’attenzione della gente in questo momento è massima per il Coronavirus e pari a zero per la Xylella. Eppure l’epidemia del batterio continua ad avanzare, recentemente sono state individuate nella zona di contenimento, prima 120 piante e subito dopo altre 50 piante infette”.

In chiosa inutile aggiungere altro. La parola adesso alla Politica per quel che potrà o riuscirà a fare.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Michele Scarafile ha scritto il 31 marzo 2020 alle 11:22 :

    Mi dispiace dirlo, certo vedere alberi straordinari, opere della natura di Dio che trasmettono una pace e serenità infinita e pensare di abbatterli per creare quel cordone sanitario utile a proteggere altri ci rattrista non poco, ma di fronte alla impossibilità di altre utili procedure con immenso rammarico credo che sarebbe stata l'unica arma di salvezza per centinaia di ulivi che comunque sono morti. Comunque e questo la dice lunga su quanto sia importante la ricerca e quanto questa sia mortificata. Non possiamo invocarla solo quando ci fa comodo cari signori politici. Se si fa il proprio dovere non significa essere eroi ma far fare bene il proprio lavoro ogni giorno. Se ci fa piacere essere EROI ogni giorno. Rispondi a Michele Scarafile

    Michele Pascalitto ha scritto il 31 marzo 2020 alle 20:07 :

    Purtroppo non è la verità? Sei mai stato da quelle parti ultimamente? A fianco di uliveti che dicono "infetti" e quindi mozzati, estirpati o essiccati, ci SONO ULIVETI IN PIENA VIGORIA. Questo aspetto, addentrandosi nel territorio e nelle varie contrade è spesso evidente. Allora siamo sicuri di quello che si dice? Una vergogna assoluta, perché non si dice la verità? Stanno distruggendo l'olivicoltura di mezza Regione chissà sotto quale male perverso. APRITE GLI OCCHI. Rispondi a Michele Pascalitto