La testimonianza

Coronavirus e rientri: "Sono pugliese e resto al Nord,ma chi accusa non ha mai vissuto da emigrante"

"Questa Puglia, immobilizzata e narcotizzata dalla paura, quando tutto questo finirà, e per fortuna finirà, resterà con l’amarezza e forse un pizzico di vergogna"

Attualità
Minervino domenica 15 marzo 2020
di La Redazione
Il cartellone che indica i treni soppressi
Il cartellone che indica i treni soppressi © n.c.

"Buongiorno, in controtendenza con quello che si dice in questo momento in Puglia, gradirei fosse pubblicata la mia voce in rappresentanza di tutti quei pugliesi che, temporaneamente al Nord, sono considerati non più graditi in Puglia". Chi scrive è Giovanni Sgarra, amareggiato per l'atteggiamento assunto dai suoi corregionali in queste giornate critiche di emergenza sanitaria.

#RestoalNord, grazie fratelli pugliesi…

Lettera di un “fratello” pugliese

In questo momento delicato per tutti, comincio a dubitare della mia amata Puglia…

Dagli appelli del Governatore ai post insensati di pugliesi atterriti, la Puglia, annebbiata dalla paura, sta cambiando volto…

Eppure bisognerebbe ricordare ai politici pugliesi e ai tanti commentatori e opinionisti nati sui social network che i pugliesi al nord non sono “irresponsabili e spregevoli untori pronti a diffondere il virus tra i loro familiari pugliesi”, non sono irresponsabili persone che vogliono mandare al collasso la sanità pugliese. Sono i loro figli, i loro fratelli, che vivono al nord (a volte anche da pochi mesi) in modo temporaneo, vivono soli, in monolocali senza parenti e contatti fidati e a volte senza un supporto medico.

E’ veramente così sbagliato, in condizioni di salute ottimali, mettersi in macchina o in treno per tornare nelle proprie case di residenza e affrontare questo momento in isolamento con la propria famiglia?

Chiedetelo alle mamme pugliesi di figli che studiano a Roma, a Firenze e che tornano a casa visti e trattati come “untori”. Chiedetelo ai figli che non potranno rivedere i papà … La verità è che chi parla, molto spesso, non ha mai provato e vissuto la vita da emigrante.

Ma va bene, io come tanti resterò solo al Nord ad affrontare questa sfida, ma questa Puglia, immobilizzata e narcotizzata dalla paura, quando tutto questo finirà, e per fortuna finirà, resterà con l’amarezza e forse un pizzico di vergogna per quello che è stato scritto e detto e per quello che, nemmeno tanto segretamente, ha pensato..."




Un “fratello” meno pugliese.

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I commenti degli utenti
  • Francesco Guglielmi ha scritto il 09 aprile 2020 alle 00:55 :

    Giovanni Sgarra sono i lumberd del tac che scapparono ad infettare noi pugliesi e fui emigrante a Torino, Germania e ci controllarono se avevamo le emorroidi Rispondi a Francesco Guglielmi

  • Filomena Rubino ha scritto il 05 aprile 2020 alle 09:07 :

    Caro fratello meno pugliese anch'io sono al nord e avrei voluto vivere tranquillamente a Minervino e sono li dove c 'e' il focolaio maggiore del coronavirus ma proprio perché lo vivo tanto.da vicino ed amo il mio paese e la mia puglia mai e poi mai mi sognerei di tornare egoisticamente a casa per infettare tutti. E' un atto ignobile verso gente indifesa. Per quanto mi riguarda capisco la loro paura perché la condivido. Un pugliese nasce e muore pugliese, un minervinese nasce e muore minervinese e viole pace e felicità per tutto il mondo. Rispondi a Filomena Rubino

  • Daniele Inglese ha scritto il 21 marzo 2020 alle 06:21 :

    Condivido pienamente il pensiero di Giovanni Sgarra. Difficilmente la Puglia ci rivedrà. Rispondi a Daniele Inglese

  • Michele Pascalitto ha scritto il 16 marzo 2020 alle 19:49 :

    Volevo inoltre porre un quesito a chi ha scritto questa lettera: Nel caso in cui dovesse aggravarsi la situazione in Puglia, noi pugliesi residenti, dovremmo fuggire? E dove? Dacci un consiglio... Rispondi a Michele Pascalitto

  • Mik ha scritto il 15 marzo 2020 alle 21:53 :

    Sfogo comprensibile, ma non condivisibile! Nessuno ti dà la certezza della tua sanità, potresti contrarre il virus anche in treno o in autobus o perché no all'autogrill. io solo all'idea di infettare i miei cari e magari provocarne la morte..... non lo sopporterei... morirei dai sensi di colpa. Per questo il tuo sfogo non sussiste perché restare su è un atto di responsabilità.... perché qui non abbiamo i mezzi per fronteggiare questa emergenza, non abbiamo le risorse ed una sanità in ginocchio. Spegni il cuore ed accendi il cervello!!! Rispondi a Mik

    Michele Pascalitto ha scritto il 16 marzo 2020 alle 17:59 :

    Certamente bisogna mettersi nei panni dei nostri conterranei al nord, ma altrettanto bisogna essere attenti a non sottovalutare il pericolo che si corre tornando giù al sud. Nella vita si fanno delle scelte: non è facile andare al nord lasciando la propria famiglia e gli affetti, ma lo è molto di più restare al sud sfidando tutto, sì perché restare al sud è una sfida quotidiana e quindi più coraggiosa. Gli eroi sono coloro che restano cercando di onorare al massimo il nostro meridione. Ad ogni modo i pugliesi che sono andati via avevano una carta da giocare in favore dei loro cari terroni, RESTARE per non inguaiare un territorio già pesantemente compromesso in tutti i settori. Non è razzismo, ma è senso di RESPONSABILITA' come è stato giustamente detto. Alla fine però siamo tutt PUGLIESI Rispondi a Michele Pascalitto