​Lunedì 10 febbraio si terrà alle ore 19.00 presso la parrocchia “San Michele Arcangelo” di Minervino Murge

Catechesi narrativa è prendersi cura

Il terzo incontro conclude un percorso programmato dall’ufficio catechistico diocesano a sostegno della Lettera Pastorale “Si prese cura di lui” del Vescovo Mons. Luigi Mansi

Attualità
Minervino giovedì 06 febbraio 2020
di La Redazione
Catechesi narrativa è prendersi cura
Catechesi narrativa è prendersi cura © n.c.

Lunedì 10 febbraio si terrà alle ore 19.00 presso la parrocchia “San Michele Arcangelo” di Minervino Murge il terzo incontro sulla catechesi narrativa che conclude un percorso programmato dall’ufficio catechistico diocesano a sostegno della Lettera Pastorale “Si prese cura di lui” del Vescovo Mons. Luigi Mansi.

Come i due incontri precedenti, che hanno visto la partecipazione attenta e numerosa di catechisti provenienti da tutte le parrocchie della diocesi, anche quest’ultimo incontro avrà come relatore don Jean Paul Lieggi, docente di Teologia presso la Facoltà Teologica Pugliese.

Il primo incontro è stato introdotto dal Vescovo Mansi che ha sottolineato l’importanza di attuare nella catechesi come nella totalità della vita pastorale uno spostamento di prospettiva passando dalla centralità dei contenuti e delle attività pastorali a puntare l’attenzione in modo preminente sulle persone. Dopodiché il relatore ha sviluppato il tema della serata “Una catechesi narrativa per prendersi cura del Vangelo”, evidenziando in primo luogo la necessità di comprendere e recuperare la distinzione, all’interno dei Vangeli, tra ciò che è narrazione teologica e ciò che è teologia narrativa. Nella narrazione teologica c’è un fatto storicamente avvenuto che l’evangelista interpreta con gli occhi della fede accentuando aspetti che più interessano al messaggio teologico che intende trasmettere, mentre nella narrazione narrativa si trovano racconti che non hanno alcuna pretesa storica, sebbene non possa essere esclusa, perché lo scopo degli evangelisti rimane quello di annunciare la fede. Prendersi cura del Vangelo, ha concluso il relatore, significa pertanto essere fedeli alla natura e allo scopo del Vangelo stesso.

Nel secondo incontro, che ha avuto come tema: “Una catechesi narrativa per prendersi cura di se stessi”, don Lieggi ha sottolineato che la bellezza della narrazione sta soprattutto nella capacità di saper raccontare non solo e non tanto ciò che è riportato nei Vangeli quanto soprattutto ciò che essi hanno realizzato nella vita di chi racconta. Prendersi cura di sé significa saper riconoscere ciò che Gesù ha realizzato nella propria vita e raccontarlo agli altri. La narrazione è il racconto di un’esperienza che coinvolge chi la racconta con il desiderio di coinvolgere anche chi l’ascolta. L’annuncio del Vangelo è infatti mosso dall’irresistibile esigenza interiore di colui che parla di condividere la gioia di qualcosa che ha trasformato la sua esistenza rendendola più bella. In un tempo in cui la fede non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune, anzi viene spesso negata e ridicolizzata perché ritenuta inutile ai fini di una pienezza di vita, solo condividendo e narrando la propria fede, la Chiesa può vivere la missionarietà.

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