La conferenza stampa

Micra, il pacemaker più piccolo al mondo presentato al Bonomo

È già stato installato su 4 pazienti e ha durata di 10 anni. La nuova tecnologia permette interventi meno invasivi e minori complicanze per il paziente

Attualità
Minervino giovedì 03 ottobre 2019
di Michele Lorusso
Dott. Michele Cannone, direttore del reparto di cardiologia di Andria
Dott. Michele Cannone, direttore del reparto di cardiologia di Andria © AndriaLive

È stato presentato stamattina, presso il reparto di cardiologia del Bonomo, Micra, ovvero, il pacemaker più piccolo al mondo. Una novità introdotta per la cura dei pazienti con problemi cardiovascolari.

L’impianto è già stato installato su 4 pazienti nel reparto del dott. Michele Cannone e gli interventi chirurgici sono stati eseguiti dall’equipe del dott. Domenico Gianfrancesco.

A illustrarne i vantaggi è stato lo stesso direttore del reparto che ha dichiarato: «il Micra è uno strumento innovativo, di circa 2cm, prodotto al mondo da una sola società americana, la cui installazione non prevede interventi invasivi sul paziente, in quanto lo stesso è introdotto nella parte direttamente nella cavità toracica attraverso la vena femorale e senza l'impianto di elettrodi di stimolazione. È uno strumento che non può essere applicato su tutti i pazienti, ma solo su alcuni che saranno selezionati di volta in volta, in base alla patologia e alle necessità, dato il costo elevato dell’apparecchio pari a circa 7.000 euro, quasi sei volte in più rispetto al normale pacemaker. Inoltre, non ci sono pericoli di rigetto dato che è stato sottoposto a diversi test clinici. La durata è di 10 anni e al termine si potrà procedere con l’estrazione e la sostituzione con un nuovo apparecchio».

Poi, è intervenuto il dott. Domenico Gianfrancesco, al termine di un intervento di installazione: «questo tipo di procedure richiedono un’organizzazione più complessa in quanto l’intervento è ad alta complessità e c’è bisogno di infermieri e di operatori qualificati per l’ottima riuscita. La procedura riduce al minimo i rischi e le complicanze per il paziente».

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