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Arriva l’app InBioAIQua per riconoscere gli organismi “alieni”

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Il professore Porcelli: «il progetto è disegnato per indurre nel maggior numero di persone e una reazione di interesse verso questi organismi alieni invasivi e da quarantena, nella speranza che l'interazione risulti positiva»
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Un’ App per monitorare la presenza e l’arrivo di organismi alieni. È questo lo strumento al centro del progetto InBioAIQua. I citizen scientists potranno scattare foto che saranno esaminate da esperti entomologi guidati dal professore Francesco Porcelli, ideatore del progetto, e ricevere informazioni utili per contrastare le invasioni biologiche. L’App sarà un utile strumento per promuovere la conoscenza, informare e accrescere la consapevolezza dei cittadini, degli agricoltori in particolare, per la difesa del verde e la salvaguardia della biodiversità. Il progetto InBioAIQua è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’assessorato all’agricoltura della Regione Puglia, alla quale hanno partecipato il professor Francesco Porcelli, del DiSSPA, la dottoressa Maria Antonietta Porcelli di Agriplan, la dottoressa Filomena Picca responsabile misura 1 PSR Puglia, il dottor Luca Limongelli Autorità di Gestione del PSR Puglia.

L’obiettivo del progetto InBioAIQua, ideato dall’Università degli studi di Bari Aldo Moro – DiSSPA, Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, è di informare tempestivamente e qualitativamente gli operatori agricoli, sentinelle del territorio, sulle invasioni biologiche da organismi alieni, invasivi e da quarantena trasferendo informazioni tecniche e favorendo l’integrazione con esperti di fama internazionale. Le barriere naturali che limitavano lo sviluppo della flora e della fauna entro determinate regioni sono ormai venute meno. Così varie specie si spostano a migliaia di chilometri dal loro habitat naturale. Queste sono definite specie alloctone (o aliene). Alcune di esse non sopravvivono nel nuovo habitat, altre si diffondono e insediano sino a causare un danno all’ecosistema esistente, alle attività agricole e zootecniche. Le specie alloctone che hanno tale impatto negativo si chiamano specie invasive. Il progetto InBioAIQua si occupa di alcune di queste specie aliene come ad esempio: Philaenus spumarius (vettore di Xylella fastidiosa) la Drosophila suzukii (moscerino della frutta), Aleurocanthus spiniferus (da cui deriva la fumaggine) Agaonidae (vespe dei fichi).

Attiva anche una landing page e tutti i canali social contraddistinti dal nome InBioAIQua.

Dal 25 aprile partiranno i workshop tematici itineranti “Cosa sono, come riconoscerli, cosa fare. Uso di strumenti SW, HW, IT, e lot al primo contatto con un Organismo Alieno, Invasivo o da Quarantena” in 45 comuni pugliesi.

Il professore Porcelli ha dichiarato: «il progetto è disegnato per indurre nel maggior numero di persone e in più strati possibili del sociale che ci circonda una reazione di interesse verso questi organismi alieni invasivi e da quarantena, nella speranza che un po’ una sorveglianza territoriale, un po’ una accresciuta coscienza del ruolo che ogni cittadino può e deve avere nella gestione della cosa pubblica, risulti una interazione positiva».

lunedì 15 Aprile 2019

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