Cala il sipario sulla quinta edizione dell'evento organizzato dal Parco dell'Alta Murgia

Festival della Ruralità, tra i vincitori dei vari contest tre giovani minervinesi

Un Festival completamente rinnovato rispetto alle edizioni precedenti

Attualità
Minervino martedì 27 novembre 2018
di Raffaella Ippolito
Festival della Ruralità
Festival della Ruralità © MinervinoLive

«Nel momento in cui si partecipa non si perde mai». Ecco le parole finali del direttore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Domenico Nicoletti, parole che chiudono la quinta edizione del Festival della Ruralità, organizzato dal PNAM e da Legambiente Puglia. Il Festival si è tenuto dal 22 al 25 novembre alla Fiera di San Giorgio a Gravina in Puglia ed ha avuto un'affluenza davvero importante.

Un Festival completamente rinnovato rispetto alle edizioni precedenti, nel corso del quale i veri protagonisti sono stati i cittadini del Parco, le loro idee, il fermento creatosi grazie al valore e all’importanza dei prodotti locali e delle innovazioni.

Nell'ultima giornata si è assistito ad un talk di alto livello, introdotto da Antonio Prota e Flavio Albano.

Gli ospiti del talk si sono alternati sul palco per parlare di progettazione, capitale umano, connessioni, sharing, marketing,

Di seguito, altro momento importante della quarta giornata del festival è stata la firma, da parte delle imprese protagoniste del territorio, dell’atto costitutivo dell’associazione “Murgia Valley”; il Parco Nazionale dell’Alta Murgia si impegna a sostenere le aziende proiettate al futuro, imprese che possono diventare un punto di riferimento internazionale.

Rispetto all'evento del parco, il presidente vicario del Parco Nazionale dell’Alta Murgia Cesare Troia, scrive:

Abbiamo fatto accordi con Università, Regione, imprese. Ognuno degli attori del territorio si assume una responsabilità nella collaborazione con il Parco: la grande ricchezza del territorio sono le idee, il nostro compito deve essere quello di accompagnarle. Abbiamo messo in competizione, creando sinergie straordinarie sul territorio con l’intento di creare la più grande infrastruttura sociale che è la comunità. Noi abbiamo il dovere di accompagnare chi ha voglia di fare con l’obiettivo principe di favorire l’occupazione. In questi giorni abbiamo parlato. Ora dobbiamo passare ai fatti".

A fine giornata, infine, c'è stata la premiazione dei vincitori del concorso di foto&videomaking “La ruralità tra cibo, territorio e innovazione” e la consegna del riconoscimento a tutti i 120 partecipanti. Tra i vincitori, ad aggiudicarsi il terzo posto del podio, per la sezione video, sono stati 2 giovani minervinesi, talentuosi e di gran spirito: Paolo Castrovilli e Michela Lobascio.

I due giovani minervinesi, hanno collaborato insieme per la realizzazione di un videoclip interamente dedicato al Parco dell'Alta Murgia, un documentario di tre minuti in cui raccontano, con gli occhi di un videomaker e di un agricoltore, le impressioni e le emozioni che la natura, insita nel nostro territorio, ha saputo donare ai giovani. Il tutto accompagnato da una lirica semplice e diretta, scritta da Paolo, che ha avvalorato la tesi, da parte della commissione, sulla vincita dei nostri compaesani. A proposito di ciò, Paolo Castrovilli ci dice:

Per me e Michela è stato un piacere metterci in gioco e portare a casa questo risultato, nonostante in gara e sul podio ci fossero veri professionisti del settore provenienti da tutta la Puglia. Ovviamente è stato interessante ammirare 3 modi completamente differenti di raccontare la nostra terra: ognuno con la propria mano, ognuno col suo occhio. Chi con sole immagini, chi come me ha scelto di scrivere qualcosa da zero, che potesse essere semplice, umile ed introspettivo, com'è la nostra Murgia. Ciò che però mi ha dato più soddisfazione, è stato vivere un agonismo assolutamente positivo e costruttivo: gli sfottò in real time sul palco, con gli altri videomaker, durante le proiezioni, su ciò che stavamo vedendo, ognuno dell'altro, confrontandoci sul proprio modo di fare. Senza dubbio una occasione per conoscersi, fare rete e perché no.. collaborare in futuro”.

Oltre Paolo e Michela, un altro giovane minervinese è stato protagonista indiscusso del festival.

Solo due giorni prima, nella seconda giornata del festival, un altro minervinese, Nicola Di Vietro, si è aggiudicato il quinto posto, per la premiazione del progetto “Maratona delle idee”. Ma in cosa consiste? Circa quaranta giovani e imprenditori esperti hanno deciso di mettersi in gioco proponendo il proprio progetto imprenditoriale e aderendo al bando "Maratona delle Idee - Green Jobs nelle Aree Protette", lanciato dal Parco Nazionale dell'Alta Murgia in collaborazione con Legambiente Puglia. Nel giorno 23 novembre si è creata una vera e propria tavola rotonda in cui tutti coloro che hanno partecipato alla Maratona hanno potuto raccontare come pensano lo sviluppo del territorio confrontandosi con gli altri giovani murgiani ed imprenditori esperti. Successivamente le idee sono state valutate e le prime 5 in graduatoria sono state premiate con un contributo economico, come previsto dal bando. Ed ecco che Nicola Di Vietro, laureato in architettura a Firenze e collaboratore della BUSNELLI INTERNATIONAL s.r.l. per lo sviluppo e prototipizzazione di packaging, si aggiudica un premio per questo contest. Nicola ha partecipando presentando un progetto denominato: “TINTO” che intreccia Storia, Arte, Artigianato, Design, Scienza e Natura. Capiamo,direttamente dalle parole di Nicola, in cosa consiste il progetto:

“Tinto” nasce dall’idea di poter utilizzare la flora del nostro territorio come materia prima per l’estrazione di pigmenti naturali utili alla colorazione di tessuti o come coloranti alimentari. L’uso di tali pigmenti naturali risale ad epoche remote, dai disegni rupestri alle pregiate stoffe nobiliari del Medioevo fino ai giorni nostri. Dopo alcune ricerche ho potuto constatare che sono molte le specie vegetali spontanee del territorio dell’Alta Murgia utilizzabili come piante tintorie. Trattandosi di piante autoctone dell’Alta Murgia, non altererebbero in alcun modo l’ecosistema. Per alcune di queste specie indicate la coltivazione potrebbe avere un duplice scopo: tintoria e alimentare. La divulgazione e la riscoperta di antichi mestieri rappresentano le basi di questo progetto “eco-sostenibile” a cui aggiungere “creatività”.

Non ci resta che fare un plauso ai nostri giovani minervinesi, augurandogli di superare e rincorrere obiettivi sempre più vantaggiosi e importanti per la loro carriera.

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