La riflessione

A trent'anni dalla morte di Falcone bisogna essere Capaci di non dimenticare e di agire

​Le Istituzioni a tutti i livelli dovrebbero affrontare la mafia con azioni concrete, per esempio, restituendo alle comunità i beni confiscati al fine di farli rinascere come progetti che contrastino questo fenomeno​

Attualità
Minervino lunedì 23 maggio 2022
di Michele Lorusso
strage di Capaci
strage di Capaci © n.c.

Trent’anni anni fa, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro persero la vita a Capaci in un attentato messo in atto da Cosa Nostra.

Una data, quella del 23 maggio, che rappresentò il risveglio della coscienza della società civile, consapevole del proprio ruolo nella lotta contro la mafia. Consapevolezza che, col tempo, si è sopita. Infatti, l’antimafia, a parte qualche eccezione, è diventata un momento di ricordo nelle giornate della memoria e spazio per marce di sensibilizzazione.

Oggi, sicuramente, ci sarà il messaggio di qualche rappresentante istituzionale, qualche iniziativa, tantissimi post sui social e nient’altro.
È sacrosanto ricordare per non dimenticare. Però, è anche importante mettere in pratica l’antimafia, quotidianamente, per diffondere la cultura della legalità. C’è bisogno di un lavoro lungo e faticoso da parte di Istituzioni, Chiesa, società civile, scuola e classe politica tutta.

Però, oltre a questo, le Istituzioni a tutti i livelli dovrebbero affrontare la mafia anche con azioni concrete, come, per esempio, restituendo alle comunità i beni confiscati alle mafie al fine di farli rinascere come progetti che contrastino questo fenomeno.

È importante ricordare ed essere Capaci di agire per rendere onore a coloro che persero la vita per la legalità.  

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I commenti degli utenti
  • Michele Pascalitto ha scritto il 27 maggio 2022 alle 21:09 :

    Il fatto stesso che questo articolo è stato visto da così poche persone è purtroppo già un segnale negativo..forse perché la gente ha la percezione che la giustizia in Italia è fallimentare. Non è retorica ma realtà. Certamente dopo Falcone e Borsellino la giustizia via via è andata sempre più perdendo pezzi e giudici di quel calibro non ce ne sono stati più. Rispondi a Michele Pascalitto