Il bando

Nuovo bando per la lotta all’amianto che coinvolge anche Minervino

Francesco Spina: «D’intesa con Legambiente Puglia abbiamo promosso sul territorio la campagna “Puglia Eternit Free” per fornire ai cittadini gli strumenti necessari per difendersi dalla fibra killer»

Attualità
Minervino sabato 30 maggio 2015
di La Redazione
Indetto il bando per rimuovere l'amianto.
Indetto il bando per rimuovere l'amianto. © n.c.

È online sul portale istituzionale della Provincia di Barletta-Andria-Trani (al seguente link: www.provincia.bt.it , in particolare alla sezione “Bandi”) il nuovo bando per la concessione di contributi economici ai privati che rimuoveranno l’amianto dai propri immobili. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi dal Presidente della Provincia di Bat, Francesco Spina, il quale ha affermato: «La Provincia di Barletta - Andria - Trani si conferma leader nella tutela del proprio patrimonio ambientale e nella lotta all’amianto. D’intesa con Legambiente Puglia abbiamo promosso sul territorio la campagna “Puglia Eternit Free” per fornire ai cittadini gli strumenti necessari per difendersi dalla fibra killer ed eliminare il pericolo amianto attraverso un percorso virtuoso.»

In effetti, si tratta del secondo intervento realizzato nella Provincia dopo quello di ottobre, il cui esito è stato positivo giacché sono stati destinati ben 126mila euro per un totale di 36 beneficiari. «Dopo aver stanziato, con la precedente amministrazione provinciale ‒ ha, infatti, proseguito il presidente Francesco Spina ‒, ben 126mila euro per 36 privati intenzionati a rimuovere amianto dalle proprie abitazioni, siamo riusciti a recuperare ulteriori risorse economiche, per un totale di 40mila euro, ripetendo l’iniziativa anche in relazione all’ottima risposta da parte dei cittadini. Quello dell’amianto è un problema che può seriamente mettere a repentaglio la salute pubblica ‒ ha poi concluso il Presidente Spina ‒, rispetto al quale la Provincia di Barletta - Andria - Trani continua a far sentire la sua presenza con forza e determinazione, ma anche con un importante sforzo economico in un momento delicato per le casse di tutti gli enti locali e in particolar modo per le Province.»

Le imprese che eseguiranno le bonifiche dovranno necessariamente essere iscritte all’albo nelle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti. Potranno richiedere il contributo economico, i proprietari, o chi ne abbia legittima disponibilità (locatari, comodatari, usufruttari, ecc.) di un immobile sito nel territorio della Provincia in regola con le disposizioni urbanistico-edilizie.

Nell’ambito del contributo da erogarsi, saranno considerate ammissibili le spese sostenute, al netto d’iva che sarà a carico del richiedente, relative alla redazione del Piano di Lavoro/notifica da presentare alla Asl Spesal, alla predisposizione del cantiere di lavoro per la durata necessaria a eseguire gli interventi, alle attività di bonifica/rimozione dei manufatti contenti amianto, al trasporto e conferimento presso impianto autorizzato e allo smaltimento finale presso discarica autorizzata. Eventuali spese tecniche (relazioni, perizie e progetti) saranno riconosciute ammissibili nel limite massimo di 300 euro.

In realtà, la legge contro l’amianto risale a molti anni fa, in particolare al 27 marzo 1992 n. 257, che non mise solo al bando l’uso dell’amianto, ma affrontò anche le problematiche a esso collegate: la tutela dei lavoratori, il limite e il controllo delle emissioni, l’imballaggio, l’etichettatura, e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto. Tuttavia non sortì gli effetti sperati, al contrario la situazione continua a persistere e perciò si sta ancora parlando del suo smaltimento all’interno della Provincia di Barletta-Andria-Trani.

Sebbene si sia scoperto che l’uso della polvere di amianto provoca asbestosi e una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico, in Italia la commercializzazione di Eternit continua dal 1994. Eppure il mese scorso Legambiente ha rilanciato la questione, proprio in occasione della Giornata Mondiale dedicata alle vittime dell’Eternit, affermando la necessità di mettere al bando questa fibra killer, che nonostante il divieto imposto sul suo utilizzo dal 1992, continua a provocare vittime poiché in Italia ogni anno perdono la vita 4mila persone che hanno riscontrato una malattia a esso collegata.

Tuttavia pare che il contributo erogabile per la bonifica o la rimozione potrà avere un importo massimo di 5.000 euro e sarà erogato in favore degli interventi corredati da perizia asseverata da tecnico abilitato e iscritto a ordine professionale, che attesti la friabilità e il cattivo stato di conservazione del manufatto contenente amianto determinante una condizione di pericolosità ed esposizione degli occupanti a elementi nocivi. Il termine ultimo per presentare la domanda è fissato per le 13:00 di venerdì 26 giugno 2015.

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