Salute e benessere

La toccante lettera di una figlia dedicata all'Hospice "Karol Wojtyla" di Minervino

Auxilium: "La missione di un Hospice è quella di rendere i giorni del paziente degni di essere vissuti"

Attualità
Minervino giovedì 22 aprile 2021
di La Redazione
Auxilium
Auxilium © nc

Una storia carica di speranza giunge dal Hospice "Karol Wojtyla" di Minervino Murge, la struttura che sorge presso l'ex Ospedale Civile e che si occupa di cure palliative e accoglie i pazienti nelle fasi più avanzate della malattia.

Negli scorsi giorni, un paziente accompagnato dalla figlia, è stato dimesso per andare in un centro di riabilitazione, dopo che le sue condizioni di salute sono notevolmente migliorate. La famiglia ha lasciato una lettera straordinaria al Karol Wojtyla, che i dipendenti della cooperativa Auxilium che gestisce la struttura hanno voluto condividere, perché con parole semplici e commoventi racconta i sentimenti dei pazienti e dei loro familiari.

"La lettera fa anche capire qual è la missione di un Hospice - raccontano i rappresentanti di Auxilium -  che è quella di rendere i giorni del paziente degni di essere vissuti, assicurando a lui un percorso completo di cure palliative, rispondendo ai suoi bisogni fisici, psicologici, sociali, con una presenza amorevole anche intorno ai suoi cari. Il nostro paziente, un anziano signore di Andria, era arrivato a Minervino Murge in condizioni molto critiche e complesse da un reparto di rianimazione e la figlia aveva scelto di restare in isolamento accanto a lui per condividerne gli ultimi giorni di vita. Ma lo staff sanitario di Minervino è riuscito a stabilizzare il paziente che era tracheotomizzato, tanto da rendere possibile il ritorno ad una respirazione autonoma e non ventilata. Le emozioni nei 40 giorni di ricovero sono state tante, il paziente amava soprattutto ascoltare il direttore sanitario, il dottor Di Nardo, suonare il pianoforte a coda della neonata Orchestra dell’Hospice di Minervino, mentre la figlia, un’insegnate, si collegava dall'Hospice con i suoi studenti per le lezioni a distanza. Tutto questo accade in un luogo come il Karol Wojtyla, aperto alla speranza". 

Ecco la lettera recapitata alla struttura minervinese:

"Minervino Murge, 20/04/2021

In un momento molto difficile e doloroso per la mia famiglia e per il mio papà in particolare, ci siamo ritrovati nostro malgrado ad imbatterci in due tipi di professionalità l’una che superficialmente cura il paziente causando gravi danni tentando poi di rimediare anche se … in fondo, il paziente ha già ottanta anni e quindi… tanto… L’altra che invece “si prende cura” anche e soprattutto di chi viene scartato.

Quest’ultima è la meravigliosa realtà umana e professionale che io e il mio papà abbiamo incontrato nell’ospite di Minervino, una vagonata di straordinaria umanità, dolcezza e delicatezza con quella dose di brio che renda meno faticoso un momento difficile di per sé…

Io e il mio papà ci siamo aggrappati alla vita, riscoprendo la forza della preghiera e dell’abbandono alla Divina Misericordia così come suggerito dal Santo Padre Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla.

Domani lasceremo questo luogo definito dagli stessi operatori “suolo benedetto, dove si accompagna dolcemente”. Ebbene noi siamo stati accompagnati “dolcemente e briosamente” verso la guarigione. Qui abbiamo incontrato “docili strumenti” nelle mani del Buon Dio che si è servito di loro per fasciare e lenire le ferite del corpo e del cuore.

Vi ringraziamo di cuore e vi assicuriamo la nostra preghiera".

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