"Io, Agamennone - Gli eroi di Omero", un libro di Guidorizzi sul passato che fa riflettere sul futuro

Da Agamennone ai leaders del nostro tempo, i consigli letterari di Giacinto Lombardi e Enrico Tedeschi

Giacinto Lombardi Arte e Pensieri
Minervino - giovedì 13 aprile 2017
© n.c.

Si è fermata a pochi chilometri da Barletta la trasferta culturale di alcuni docenti del “Liceo E. Fermi” di Minervino Murge diretti ad uno degli appuntamenti più interessanti curati dai responsabili della BAT nell’ambito del progetto scolastico “Incontro con l’Autore “ con Giulio Guidorizzi, per il suo Io, Agamennone – gli eroi di Omero Einaudi, 2016, pagg. 208 , splendida opera sul mondo mitologico degli antichi Greci. E’ un’opera a metà tra il saggio e la letteratura, tra il racconto fantastico e la riflessione storiografica che scandaglia gli aspetti più oscuri della mente umana attraverso la finzione del racconto mitologico.

Motivo del dietrofront? Un’errata indicazione riportata da un’importante quotidiano sul luogo della presentazione del libro e dell’incontro col suo autore Giulio Guidorizzi, professore di Letteratura greca e Antropologia del mondo antico , già peraltro noto per le sue opere prima di questo lavoro particolarmente felice.

Ed è tornato sui suoi passi anche lo storico e scrittore pugliese Leonardo Martinelli , cui si devono, tra l’altro, dei precursori del genere come Cassandra (Adda, 1995) e, cinque anni dopo, Circe, ovvero <<uno sguardo, dal buco della serratura, sul mondo greco attraverso due personaggi chiave della mitologia ellenica >> come li definì la critica a suo tempo.

Il testo di Guidorizzi, inoltre, pur rientrando a pieno titolo nel saggio romanzato, colpisce per la scorrevolezza e la tensione serrata del testo, in cui i tanti riferimenti storici e lessicali o le ricorrenti parole greche (ma subito familiari persino ai profani) non disturbano mai la narrazione ma anzi tengono viva l’attenzione e la voglia di leggere e farsi coinvolgere dai suoi racconti. I riferimenti mitici appaiono, al lettore più attento come gemme preziose, tessere di un mosaico in parte sconosciuto che rivela l’incredibile attualità e modernità di una passato ancora vivo nell’immaginario contemporaneo perché rappresentano archetipi eterni e sovra-temporali.

Si tratta, insomma di una riscoperta di Omero e del suo mondo che, pur non essendo un saggio per specialisti, può presentarsi addirittura come un rimedio alle tante lacune che le recenti riforme scolastiche hanno reso inevitabili grazie alla inspiegabile, drastica riduzione delle ore destinate alle materie classiche nel pur lodevole proposito di voler formare <<cittadini attivi>> del domani, privandoli però, come se fosse poco, non solo delle preziose lezioni della storia, ma anche della coscienza di un passato che, in fin dei conti, è la cifra della nostra stessa identità culturale.

<<Agamennone? Forse Berlusconi>>

Un libro che si legge tutto d’un fiato e che, attraverso le vicende narrate dal punto di vista del comandante assoluto che ha vinto la guerra più famosa dell’antichità, muove non poche riflessioni anche sul senso in generale della leadership. Ma chi era poi Agamennone? Solo un ambizioso e cinico esecutore della Realpolitik del suo tempo, o che altro? Con un ritratto a tutto tondo del personaggio, si possono trovare queste risposte nel libro che, nonostante il tratteggio della dimensione umana, ci restituisce in ogni caso la descrizione psicologica di un vero dux, un grande capo naturale, come d’altronde ce ne sono stati altri nella storia reale e documentata. Niente o poco a che vedere, se vogliamo, con le figure che ora dominano la scena, a cominciare dal nostro panorama nazionale. Ma c’è qualcuno, oggi, che possa in qualche modo somigliare ad un Agamennone? Una “domanda impossibile”, alla Dario Vergassola, cui però nessuno meglio del nostro autore poteva rispondere. E, proprio prendendo ad esempio i tre principali protagonisti della politica italiana, noi gliela abbiamo fatta né Guidorizzi, sorridendo, si è ritratto: << Beh, Grillo non ha niente di eroico, mi dispiace. Renzi? No, Renzi no, è troppo… no, non ha grandezza. Direi forse Berlusconi. Berlusconi, nella sua personalità che pure tutti ben conosciamo, è uno che mi rappresenta un po’ meglio l’idea del leader, l’idea del capo>>. Sebbene neanche quest’ultimo, ci ha fatto chiaramente intendere Guidorizzi, sia all’altezza del suo Agamennone: <<narcisista, egocentrico, autocentrato, ma che sa anche venire a patti…- questa la sua descrizione – ma che comunque è un vero capo, un uomo di potere ambizioso e di forti passioni. Anche se alla fine pagherà, vittima della crudeltà e dell’incomprensione di sua moglie Clitemnestra…>>.

Tutelare gelosamente il passato per costruire il futuro

Tornando seri, non era possibile non approfittare della breve intervista concessaci, senza chiedergli quanto ritenesse utili, ai giorni nostri, il latino ed il greco nella scuola. << Io penso che più che utili siano indispensabili - questa la sua risposta - perché fanno parte del nostro DNA… Addirittura ci sono ancora comunità in Puglia dove molti il greco lo parlano ancora... Siamo figli del nostro passato, e non è pensabile che una civiltà dimentichi se stessa, come una persona vittima dell’ Alzheimer>>

Non sappiamo se l’uomo più potente del pianeta, sulle orme della sua adorata figlia Ivanka (che appena due anni fa si è fatta persino ritrarre con marito e figli sullo sfondo dei trulli di Alberobello o nei vicoli di Polignano) riuscirà o meno a venire in vacanza con lei in Puglia, come pure fonti accreditate riferiscono, ma ai tanti soloni della modernità a tutti i costi (anche nostri) non dice nulla tutto questo? Secondo loro, i tanti vip che vengono da noi, sono venuti ad ammirare le nostre pale eoliche e le riqualificazioni copia e incolla che stanno rovinando l’incredibile patrimonio che ci è stato tramandato, o sono venuti ad ammirare quella <<Puglia bellissima, ancorché parzialmente intatta>> per come ama definirla Vittorio Sgarbi? Non a caso questa estate c’è stata una sua visita a sorpresa a Minervino che si è poi rivelata per lui una fonte di inaspettate e piacevoli scoperte. Non ci sorprenderebbe, infatti, un suo ritorno a breve, magari per presentare un suo libro e possibilmente di giorno, per poter ammirare da questo “Balcone delle Puglie” e dal suo singolare “Faro di Terra” più bello d’Italia lo stupendo spettacolo del Vulture, quel Soratte che Orazio, della vicina Venosa, celebrò in una delle sue odi più famose. Minervino è solo un esempio delle bellezze misconosciute di questo lembo della Murgia Appulo Lucana fatto di paesaggi bucolici e borghi ancora antichi che hanno tutte le carte in regola per proporsi all’attenzione del mondo con Matera 2019, Capitale Europea della Cultura. D’altronde sono questi i posti da cartolina che gli esteti vogliono vedere ed i turisti cercano e che, per di più, sono a portata di mano, sulla grande dorsale adriatica, con il percorso più breve e suggestivo per raggiungere la Città dei Sassi. Ciò che manca sono solo i pochissimi chilometri di una variante sospesa che completerebbe il progetto della SS 93 Appulo – Lucana. È questo, in fin dei conti, il piccolo diaframma che separa l’attuale presente da un futuro ben diverso per un’intera zona da troppo tempo abbandonata a se stessa, ma che vale davvero la pena di conoscere insieme a tutti i prodotti straordinari della sua terra. La parola alla politica, allora.

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