Pooh: l'addio alle scene degli ultimi "Cavalieri Romantici"

Ieri a Bologna l'ultimo storico concerto

Francesco Fratepietro Poesia e fantasia, la musica secondo Francesco Fratepietro
Minervino - sabato 31 dicembre 2016
© Pooh Official

E’ difficile ammetterlo, ma ogni avventura, ogni gioco, ogni stagione, ogni cosa… tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Ieri 30 dicembre è sbarcata ufficialmente e per l’ultima volta, la più grande astronave della musica italiana, un’astronave targata Pooh. Cinquant’anni di musica, cantando e raccontando la vita, gli amori e i cambiamenti dell’Italia e degli italiani.

Un gruppo in grado di riunire in un unico e metaforico abbraccio più generazioni, ognuna con le sue particolarità, ma con la stessa voglia di cantare. Sono stati in grado di dare voce a tutti, da nord a sud, dalla città alla campagna, entrando a far parte con i loro testi e le loro parole, nel vocabolario collettivo che tutti noi utilizziamo. Chi a sentire determinate frasi non è spinto a completarle di conseguenza? Frasi come “Mi dispiace devo andare… il mio posto è là”, “Non restare chiuso qui… pensiero”, “Dammi solo un minuto… un soffio di fiato, un attimo ancora”. Una carriera piena di successi, a partire dal più vecchio “Piccola Katy”, fino ad arrivare ai giorni nostri. Una vera e propria “macchina della musica”, in grado di trattare i più svariati temi, dal tradimento mischiato ad un romantico rimorso di “Tanta voglia di lei”, al cavaliere che intraprende il suo cammino verso la corte di Re Artù, citato in “Parsifal”, al tema dell’omosessualità di “Pierre”, passando per la solitudine che affligge ogni uomo trattata in “Uomini Soli”, ritornando alle muse ispiratrici, le donne, passaggio fisso di ogni canzone dei Pooh.

Un gruppo che è sempre rimasto sugli altari della musica, senza mai dipendere dalle classifiche, dalle radio o dai più recenti talent, perché i Pooh erano sempre lì al loro posto, con il loro stile, la loro capacità di rinnovarsi e con i loro fans che puntualmente si affannavano per andare a comprare i dischi. Interi album nei quali come i migliori poeti, mettevano in versi ed in musica, le storie delle persone comuni, dei sentimenti che li invadevano, del mondo che si metteva in movimento ma che da certi punti di vista non cambiava mai. Ripercorriamone dunque la storia: I Pooh nascono a Bologna nel lontano 1966, con una formazione originaria totalmente differente da quella che conosciamo oggi.

Infatti, poco alla volta, tutti i membri della band verranno sostituiti da quelli che sono i Pooh di oggi. Solo lo storico batterista Valerio Negrini, dopo aver abbandonato lo strumento, continuerà a far parte del gruppo, ma non come musicista, bensì come paroliere, il cosiddetto “Quinto Pooh” come a lui piaceva essere chiamato. Nel 1973 i Pooh dicono addio ad un altro membro, il bassista Riccardo Fogli che deciderà di intraprendere la carriera da solista, forse in seguito ad una serie di malumori scaturiti all’interno della band, a causa dalla relazione del musicista con la cantante Patty Pravo. A questo punto la formazione dei Pooh è ormai completa, con Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Stefano d’Orazio. Con questi quattro musicisti, la carriera dei Pooh sarà un tripudio di successi e di riconoscimenti, oltre 100.000.000 di dischi venduti, tra dischi d’oro e di platino, telegatti, nomina a “Cavalieri della Repubblica Italiana”, “Ambasciatori WWF”, “Rangers onorari d’Europa”, senza dimenticare i tre concerti nella “Sala Nervi” per Papa Giovanni Paolo II, ed in ultimo ma non per importanza, la vittoria del Festival di Sanremo 1990. E’ difficile accettare che dopo 50 anni di musica, anche il gruppo più longevo del panorama musicale italiano, possa decidere di scendere per l’ultima volta dal palco. Una storia fatta di note, di assoli (quelli della chitarra di Dodi), o come avrebbe detto il grande Valerio: ”Qua e la, poesia e fantasia”… Ebbene sì, è finita la “grande festa” e la macchina della musica si è spenta, dopo migliaia di chilometri su e giù per l’Italia. Resta solo un’agrodolce constatazione da poter fare, una risposta ad una domanda che i Pooh lanciarono negli anni ’80… Chi fermerà la musica??? … La musica dei Pooh non la fermerà nessuno, solo gli stessi Pooh, che hanno deciso di fermarsi.

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