L'analisi

De Mucci: «Forza Italia conferma anche nella Bat la tendenza regionale del 20%»

Quello dato al M5S è stato «un voto di protesta più che di proposta, un urlo di dolore, di disperazione di milioni di italiani alla ricerca di una speranza, di un lavoro e di una possibilità per credere ancora in questa Italia»

Politica
Minervino giovedì 08 marzo 2018
di La Redazione
dott. Luigi De Mucci
dott. Luigi De Mucci © n.c.

Un’analisi del voto che vede una Forza Italia anche nella provincia di Barletta Andria Trani confermare la tendenza regionale del 20%, con punte percentuali in determinati comuni del nostro territorio che hanno toccato per FI anche il 24-25%, tra cui la città di Andria, Trinitapoli e Margherita di Savoia.

Una Forza Italia che tiene e si attesta a primo partito del centrodestra della sesta provincia pugliese. Un voto nazionale per come si è manifestato non sovrapponibile a situazioni locali, ma che può essere da monito per il futuro e per le elezioni amministrative dei prossimi mesi. Non è più tempo di attendere e si deve necessariamente ridare la massima centralità ai territori, perché determinate scelte compiute hanno generato un distacco, vedendo premiate logiche che i militanti e la base del nostro partito non hanno condiviso e hanno mal digerito.

Di contro, un voto così cospicuo in favore del M5S deve farci riflettere sopratutto al sud Italia. Un voto di protesta più che di proposta, un urlo di dolore, di disperazione di milioni di italiani alla ricerca di una speranza, di un lavoro e di una possibilità per credere ancora in questa Italia. Toccherà necessariamente ai partiti recuperare quel distacco dei cittadini dalla politica attraverso interpreti nuovi, seri, credibili e che sappiano realmente ascoltare i problemi della gente, mettendo in campo la politica dei fatti. Tale processo di sostanziale cambiamento deve partire in ogni singolo comune, per, poi, consumarsi anche su base regionale e nazionale. Di contro, se ancora una volta si dovesse disattendere tutto ciò concreto sarà il pericolo per i partiti di una totale desertificazione ad appannaggio di quei movimenti, presenti anche nel centrodestra e definiti populisti.

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