Teatro minervinese

Cala il sipario sull’annuale rassegna teatrale minervinese

L’associazione “Teatro La scesc-l” chiude, passando dal “botto” iniziale, all’acclamazione

Cultura
Minervino lunedì 09 aprile 2018
di La Redazione
Teatro La Scesc-l
Teatro La Scesc-l © n.c.

Con la seconda delle due repliche della commedia “Tott na famigghj” (testo di Tonino Gallucci e regia di Loredana Sassi), è calato il sipario sulla nostrana rassegna teatrale 2017 – 2018.

L’Associazione Teatro “La Scesc-l”, ancora una volta ha portato a “casa” un risultato eccellente considerata la partecipazione di un numerosissimo pubblico che ha entusiasticamente tributato al gruppo in toto, un consenso straordinario.

A tal proposito si può serenamente considerare che l’esperienza, partita col “botto” è, man mano che le rappresentazioni si succedevano, addivenuta all’acclamazione ed alle usuali ma sempre piacevolissime standing ovation tanto che il pubblico, in segno di approvazione e gradimento, per qualcuno degli interpreti, ha ritenuto dover scomodare altisonanti aggettivi quali “superlativo” e “ineguagliabile”; non per niente l’Associazione può fregiarsi di annoverare tra i propri ranghi autentici pezzi da novanta del teatro vernacolare, fermo restante che, nell’occasione, ogni singolo “attore” ha fatto e dato il meglio di sé.

In questo caso viene persino voglia di rispolverare una battuta pubblicitaria: “è bello vincere facile…”.

Certo, quando le “tavole” vengono calcate da una inarrivabile Valeria Sassi (allo stato la massima espressione del “nostro” palcoscenico), da una Concetta Giuliano in forma smagliante ed assoluta padrona della parte, da un Franco Caldarola decano dei nostrani attori, sempre all’altezza è mai scontato in ogni performance e un Franco Volpe ecclettico ed istrionico, ogni eccellente risultato non può che essere l’inevitabile, naturale conseguenza.

Se a questi si aggiungono le conferme delle ormai “veterane” Marinella e Rosita Carbone, di Anna Sassi, Raffaele Martoccia, Michela Tarallo, Marco Chieppa, del più sempre sorprendente Luigi Carlone, del poliedrico Mimmo Sassi nella duplice veste di attore e cantante, nonché le belle scoperte dei debuttanti Dino Castrovilli e Graziano Rinelli (tra l’altro anche capace scenografo), naturale che il cerchio abbia trovato la sua quadratura ideale.

Quest’anno, inoltre, la regista ha voluto conferire all’evento non solo i canoni della sola rappresentazione teatrale ma di spettacolo, utilizzando musiche e canzoni, rigorosamente eseguite dal vivo e attinenti all’epoca narrata, eseguite dal duo – chitarra e voce – Salvatore Gagliardi e Maria Alessia Petilli.

In definitiva, serate gradevoli, apprezzate e coinvolgenti.

Alle associazioni va il sincero invito a non mollare, anche a fronte di quella che sembra una incancrenita precarietà nella quale costrette ad operare.

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